Se una ditta è fallita, non credo che si premurerà di occuparsi del recupero.Già quando è attiva nicchia e arronza tale aspetto(tranne eccezioni) figuriamoci quando è fallita!!
Dovrebbe, però, aver sottoscritto una fidejussione a garanzia degli obblighi derivanti dalla autorizzazione/concessione stessa, con particolare riferimento alla qualità e quantità di minerali estraibili, alle modalità di coltivazione delle aree a tutela di esigenze ambientali ritenute primarie.
L'ente atto al rilascio prende atto del fallimento,incamera la fdejussione (cioè la blocca e non la svincola a favore del fallito) indice una gara finalizzata al recupero e all'eventuale completamento dei lavori. Chi si aggiudica tali lavori (se ha i requisiti) è come se ricevesse un'eredità, cioè acquisisce il diritto di estrarre e vendere il materiale,ma anche l'onere di garantire il ripristino, volturando la fidejussione.
Ovviamente, deve valutare accuratamente se il gioco vale la candela, ovvero se c'è margine da estrarre.Nessuno si sognerebbe di ripristinare qualcosa senza poterci guadagnare.
In teoria, l'ente potrebbe provvedere anche da solo al ripristino, con i fondi della fidejussione assicurativa,ma pochi enti, credo, dispongano di mezzi e personale atto a farlo, per cui indice la gara.
Il fallito potrebbe essere accusato di danno ambientale,o altri reati simili,ma solitamente la passa liscia.