Per me è molto importante quello che scrivi, nel Lazio la normativa è avanti anni luce rispetto ad altre Regioni.
Condivido cosa scrivi,e penso che l'argomento più valido (come per la liquefazione d'altronde) sia lo spessore dello strato lento / liquefacibile.
Poi viene il risultato sperimentaleda indagini.
Non credo di sbagliare se dico che l'evidenziazione del pericolo inversione provenga, come al solito dagli USA, ma correggetemi se sbaglio. Loma Prieta 1989, M 6.9, 13m di sabbie sciolte su 16,8m di limi argillosi, su bedrock ! Vs30 155m/s con ag incrementata da 3 a 5 volte ! Non so cosa darei per vedere un HVSRdi questo sito.
Se non abbiamo un caso paragonabile (anche in piccolo), non credo ci si debba fasciare la testa. I probelmi del geologo sono ben più stringenti e riguardano cmq sempre l'acqua...
Nel Lazio è stato fatto molto.....ma non sempre bene (es. livello 3)!!!!
Non pensavo a casi catastrofici ma a come gli studi di RSL (con tutti i loro limiti) possano evitare di sovradimensionare, almeno per alcune frequenze, le azioni sismiche definite con l’approccio semplificato. È impossibile generalizzare, ma le inversioni di velocità possono essere causa di deamplificazioni che non emergerebbero con l’utilizzo dell’approccio semplificato.......quindi non è escluso che l’uso delle categorie di sottosuolo sovradimensioni l’azione sismica, sovradimensioni la struttura e quindi aumenti i costi. Alla committenza dovrebbe passare questo messaggio spendere un po’ per la RSL, un po’ per l’analisi modale e le conseguenti valutazioni ingegneristiche per avere l’opportunità di risparmiare sulla realizzazione della struttura....certo poi tutto deve essere commisurato all'importanza dell'opera ed alla pericolosità sismica di base.