Salve. Scusate la domanda, che potrà sembrare un po' banale ai più, ma la petrografia e la mineralogia (che si studiano in triennale e che purtroppo non ricordo molto) quanto servono nella professione a un geologo, per dire, applicato, che si occupa prevalentemente di geotecnica o magari d'idrogeologia? Già di più sicuramente serve la geologia strutturale, perché lo studio delle faglie e degli scorrimenti servendosi degli indicatori cinematici e le asperità lasciate, e questo lo vidi durante il tirocinio, è indispensabile al fine di comprendere il criterio secondo cui una qualunque opera debba essere realizzata. O anche di più della sedimentologia, geomorfologia per esempio per prevenire disastri (vedi il Rigopiano costruito alla base di un conoide o le case, costruite su argini o addirittura alvei di fiumi deviati, che puntualmente crollano). Ma la petrografia e la mineralogia, anche per esempio a un geologo specializzato in idrocarburi, che ha più a che fare con la geomeccanica, come torna utile, ammesso che torni utile, in termini di applicazioni pratiche?
Lo chiedo anche perché, non so se è normale, ma molte cose studiate io non le ricordo (quindi le sto ripassando): mineralogia e sedimentologia le ricordo pochissimo, un po' di più petro, meglio strutturale; decisamente meglio rilevamento geologico, non benissimo geofisica (che comunque in triennale è molto teorica); assai bene geotecnica, geo applicata, GIS.

Ultima modifica di Umbe2; 01/12/2018 13:22.