Il valore di "e" non è legato al "tipo" specifico di materiale.
La norma da te citata si riferisce al contrasto di impedenza sismica tra la copertura ed il bedrock, solo che è scritta in modo forse troppo banale ed approssimativo e prevede (attraverso il coefficiente moltiplicativo 1,3) un incremento della forza sismica (componente orizzontale) del 30%.
E' ormai noto che in particolari condizioni si possono avere incrementi maggiori, ma gli obblighi derivanti dalla pedissequa applicazione della nostra normativa vengono pienamente "soddisfatti" se si adotta il 30%.
E' da sottolineare che la norma chiede solo una valutazione di tipo "quali-quantitativo" con ciò significando che se una stima "a naso" ti fa indurre a pensare che ci possa essere un "significativo" contrasto d'impedenza tra copertura e bedrock poni direttamente il valore massimo previsto (30%).
D'altra parte effettuare analisi particolareggiate (stratigrafiche e geofisiche) per opere di limitata rilevanza costerebbe in genere più dell'incremento di spesa legato alla maggiore incidenza di ferro e cemento delle strutture e solo questo può giustificare la grossolanità dell'enunciato della norma e, conseguente, delle "procedure" (a naso) per stimare l'incremento sismico o, se volgiamo, "la risposta sismica locale" (... e non mi chiedere quale sia il valore "significativo"...)
Ciao