In condizioni sismiche la verifica va fatta a breve termine data la rapidità dell'impulso, mentre in condizioni statiche si considerano i parametri di resistenza a lungo termine. Nei pendii in formazioni argillose sovraconsolidate, con Cu molto alte, non è affatto raro ottenere, in condizioni non drenate con sisma, valori di Fs superiori alle condizioni statiche.
Vi è capitato?
Saluti
Si ok, però attenzione la norma al paragrafo 7.11.3.5.2 recita:
Nelle analisi, si deve tenere conto dei comportamenti di tipo fragile, che si manifestano nei terreni a grana fina sovraconsolidati e nei terreni a grana grossa addensati con una riduzione della resistenza al taglio al crescere delle deformazioni. Inoltre, si deve tener conto dei possibili incrementi di pressione interstiziale indotti in condizioni sismiche nei terreni saturi.che non è esattamente la stessa cosa di utilizzare una cu e stop, anzi, se proprio volessimo prenderla alla lettera, presumerebbe l'utilizzo di software evoluti per condurre analisi non drenate in termini di tensioni efficaci (con utilizzo di un phi' a volume costante) e che possano tener conto della possibile generazione di sovrappressioni deltau.
Praticamente un analisi dinamica in tutto e per tutto.
Ciò mi sembrerebbe francamente un approccio troppo esasperato,
già più umane mi sembrano le indicazioni per l'analisi di stabilità post-sisma riportate sempre al 7.11.3.5.2
In terreni saturi e in siti con accelerazione orizzontale massima attesa amax > 0,15.g, nell’analisi statica delle condizioni successive al sisma si deve tenere conto della possibile riduzione della resistenza al taglio per incremento delle pressioni interstiziali o per decadimento delle caratteristiche di resistenza indotti dalle azioni sismiche.
concetto già anticipato ed ampliato al paragrafo 7.11.2
Nelle analisi di stabilità in condizioni post-sismiche si deve tener conto della riduzione di resistenza al taglio indotta dal decadimento delle caratteristiche di resistenza per degradazione dei terreni e dall’eventuale accumulo di pressioni interstiziali che può verificarsi nei terreni saturi.
Nei terreni saturi si assumono generalmente condizioni di drenaggio impedito. In tal caso, nelle analisi condotte in termini di tensioni efficaci, la resistenza al taglio è esprimibile mediante la relazione
Tauf = c' + (sigma'n - deltau)tan(phi') [7.11.1]
Dove sigma’n è la tensione efficace iniziale normale alla giacitura di rottura, deltau è l’eventuale sovrappressione interstiziale generata dal sisma e i parametri c’ e phi’
tengono conto della degradazione dei terreni per effetto della storia ciclica di sollecitazione.
Nei terreni a grana fina, le analisi possono essere condotte in termini di tensioni totali esprimendo la resistenza al taglio mediante la resistenza non drenata, valutata in condizioni di sollecitazione ciclica
Tauf = cu,c [7.11.2]
dove cu,c include gli effetti di degradazione dei terreni.
aprendo di fatto anche a semplici risoluzioni di tipo analitico.
Sul come degradare i parametri poi si potrebbe aprire forse un'altra discussione in seguito.