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A questo punto credo sia indisputabile che la nuova normativa ha imposto un tipo di verifica diversa dalla precedente.
gamma_azioni=1 sempre
gamma_M= 1 sempre
gamma_R=1.2 sempre

Al momento non mi pronuncio se i gamma_M tutti unitari siano accettabili dal punto di vista dei principi dell'EC7, ossia se sono assegnabili ad una combinazione di progetto specifica, anche considerando che la Circolare costituisce un annesso e i coefficienti parziali possono essere adottati dagli stati membri.

Accertato quanto sopra, io direi che a questo punto i numeri parlano, ossia caso per caso può darsi che FS statico sia minore o maggiore o al limite uguale di quello dinamico.

gamma_R=1.2 aumenta del 10% la sicurezza, ma gamma_M=1 la diminuisce del 25% o del 40% a seconda delle condizioni, il beta_s aumenta la componente orizzontale (sfavorevole alla sicurezza) di una percentuale variabile a seconda della PGA di progetto...,la degradazione dei parametri di resistenza diminuisce la sicurezza ma il gamma_M=1 ridimensiona tale effetto...

Forse, in un paese con zone a sismicità anche molto elevata come l'Italia, il normatore ha voluto evitare situazioni di estrema penalizzazione dei progetti.

Prima di passare all'aspetto pendii naturali, vediamo se ci sono altre puntualizzazioni e sarebbe ovviamente utile postare alcuni esempi anche semplificati di verifiche in condizioni statiche e dinamiche.





"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Solo un ultima osservazione in cui mi ero imbattuto spulciando la norma sempre relativa alle verifiche di stabilità in condizioni sismiche di pendii non naturali che io assumo (ma datemi la vostra opinione) essere quelli artificiali tipo fronti di scavo o rilevati ma anche per traslato quelli con presenza di opere ovvero opere di sostegno (muri o paratie) o su cui gravano opere di fondazione di edifici.

Mentre nella verifica dei muri di sostegno (ma anche per le paratie) al punto 7.11.6.2.2 si rimanda esplicitamente alla verifica secondo i dettami del paragrafo 7.11.4 (ovvero quello dei fronti di scavo con gamma_r=1.2)

Deve inoltre essere soddisfatta la verifica di stabilità del complesso muro-terreno con i criteri indicati al § 7.11.4

Non trovo le medesime indicazioni per le verifiche di stabilità nel paragrafo delle opere di fondazione anzi al punto 7.11.5.1 si rimanda esplicitamente alle modalità di verifica dei pendii naturali

2. la valutazione della sicurezza del sito nei confronti della liquefazione e della stabilità globale, secondo quanto indicato rispettivamente ai §§ 7.11.3.4. e 7.11.3.5;

Il perché le verifiche tra opere di sostegno e opere di fondazione debbano essere trattate in maniera diversa mi è del tutto oscuro...qualcuno mi dovrebbe spiegare che cosa c'è in più di naturale in un pendio con una casa sopra rispetto ad un pendio con un muro di sostegno...bò fatto sta che al 7.11.3.5 le verifiche richiedono essenzialmente che

La condizione di stato limite deve essere valutata con riferimento ai valori caratteristici dei parametri geotecnici e riferita alla superficie di scorrimento critica, caratterizzata dal minore margine di sicurezza. L’adeguatezza del margine di sicurezza nei confronti della stabilità del pendio deve essere valutata e motivata dal progettista.

e allora, se non ho sbagliato qualcosa, sarà difficile che una verifica di questo tipo risulti più critica di una verifica in condizioni statiche del tipo A2+M2+R2 con gamma_r=1.1, perché tutta la penalizzazione è demandata solo ed esclusivamente al sisma!
Sì è vero posso degradare i parametri, questa indicazione è riportata al 7.11.3.5, ma perché non rimandare ai contenuti del 7.11.4 come per le opere di sostegno?
Non so forse mi sfugge qualcosa è che nella mia ottica una verifica col sisma dovrebbe essere più penalizzante di una in condizioni statiche.


Fa' sempre la cosa giusta.
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Quello che posso pensare è che se il pendio naturale (e bisogna definire anche se dalla cresta al piede di qualsiasi rilievo o meno) non verifica, l'edificazione è compromessa, per cui vengono date maggiori possibilità al progettista, anche tramite la discrezionalità nel definire un FS minimo.

Il fatto che nel punto 7.11.5.1 sulle fondazioni si rimanda ai pendii naturali può avere una logica nel senso che prima di progettare tutto l'edificio con le sue fondazioni, bisogna che il pendio naturale soddisfi la verifica.

Si ritorna al concetto: le fondazioni, in quanto a stabilità globale, devono poter verificare più facilmente dei muri di sostegno.

Sono d'accordo sulla tortuosità della logica, se c'è logica.


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Buongiorno,
il tuo discorso potrebbe anche filare ma non spiegherebbe comunque perché rifarsi ai pendii naturali solo per le condizioni sismiche. Infatti per le condizioni statiche la norma prevede di continuare ad utilizzare la combinazione 2 dell'approccio 1 A2+M2+R2 con gammaR=1.1, mentre per le sismiche si cambia totalmente filosofia di verifica...

Abbiamo visto che per le opere di sostegno e per i pendii artificiali un certo sforzo per mantenere una logica di penalizzazione delle verifiche sismiche rispetto alle statiche è quantomeno profuso (esito tutto da verificare però!) maggiorando il gammaR e portandolo ad 1.2 oltre che aumentando i coefficienti Beta per incrementare l'azione sismica a fronte di un gammaM=1 sui parametri geotecnici.

Per le opere di fondazione invece quanto sopra è totalmente disconosciuto, io non capisco... ovviamente mi adeguerò ma certo rimango del parere che sia un non senso ottenere un coefficiente di sicurezza più alto nelle condizioni sismiche rispetto a quelle statiche, ripeto mi sarebbe sembrato più corretto ed in linea con le altre opere rimandare al paragrafo 7.11.4. (e non sarebbe comunque in ogni caso scontato avere un fs sismico minore di uno statico!)

Vabbè la chiudo qui mi pare stia prendendo una piega troppo filosofica la discussione, molto più interessante potrebbe essere un confronto sui metodi per valutazione della degradazione dei parametri geotecnici sotto sollecitazioni cicliche (probabilmente ci vorrebbe un thread a parte).

Un saluto

Ultima modifica di mijasimo; 20/03/2019 09:19. Motivo: precisazioni

Fa' sempre la cosa giusta.
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Buongiorno,
il tuo discorso potrebbe anche filare ma non spiegherebbe comunque perché rifarsi ai pendii naturali solo per le condizioni sismiche. ...


Credo che nessuno lo sappia, forse neanche i redattori della norma!!!
Sarebbe stato certamente molto più logico lasciare tutto invariato in condizioni dinamiche, aggiungendo semplicemente le azioni sismiche (e l'eventuale degradazione dei parametri).

Aprirò al più presto un thread sulla degradazione

Intanto vorrei continuare il presente per riepilogare quanto finora detto sulle nuove contorte regole delle NTC2018


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RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO-RIEPILOGO


Per un riepilogo vedere l'analogo thread sticky bloccato



Ultima modifica di mccoy; 27/03/2019 21:35.

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Postato da AD70:

Muri
7.11.6.2.2 Verifiche di sicurezza
Per muri di sostegno ubicati in corrispondenza di versanti o in prossimità di pendii naturali devono essere soddisfatte le condizioni di stabilità del pendio, in presenza della nuova opera, con i metodi di analisi di cui al § 7.11.3.5. Deve inoltre essere soddisfatta la verifica di stabilità del complesso muro-terreno con i criteri indicati al § 7.11.4 nonché le verifiche di sicurezza delle fondazioni riportate al § 7.11.5.

Paratie
7.11.6.3.2 Verifiche di sicurezza
Per paratie realizzate in corrispondenza di versanti o in prossimità di pendii naturali devono essere soddisfatte le condizioni di stabilità del pendio, in presenza della nuova opera, con i metodi di analisi di cui al § 7.11.3.5. Deve inoltre essere soddisfatta la verifica di stabilità del complesso paratia-terreno con i criteri indicati al § 7.11.4.

Fondazioni
7.11.5.1 REGOLE GENERALI DI PROGETTAZIONE
.........
2. la valutazione della sicurezza del sito nei confronti della liquefazione e della stabilità globale, secondo quanto indicato rispettivamente ai §§ 7.11.3.4. e 7.11.3.5;

Per muri e paratie è come se si dovessero eseguire due verifiche, una a grande scala opera-pendio naturale, eseguita con i criteri indicati per i pendii naturali (e temo che si intenda tutto il pendio potenzialmente influenzato dall'opera) ed una a piccola scala stabilità del complesso muro-terreno eseguita con i criteri indicati per i fronti di scavo.
questo non risulta vero per le fondazioni la cui stabilità globale va eseguita solo rispetto ai criteri indicati per i pendii naturali....potrebbero essersi dimenticati la piccola scala?
E' anche vero che una fondazione realizzata su un versante necessità di opere accessorie come scavi, rinfianchi ecc......che sarebbero soggette alle verifiche indicate per fronti di scavo e rinterri

6.8. OPERE DI MATERIALI SCIOLTI E FRONTI DI SCAVO
Le presenti norme si applicano ai manufatti di materiali sciolti, quali rilevati, argini di difesa per fiumi, canali e litorali, rinfianchi, rinterri, terrapieni e colmate, scavi per la formazione di piazzali e/o trincee.
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OK, ho deciso di aprire un altro thread sticky+bloccato, senza discussioni, per un riepilogo finale ed operativo che serva a tutti di riferimento per la pratica professionale.

Per prima cosa copierò i riepiloghi sui pendii naturali postati sopra, chiunque abbia delle correzioni da suggerire o delle osservazioni è invitato a farle.
Consulterò a parte mijasimo ed AD70 per collaborare allo sticky finale, dato che appaiono essere i più interessati all'argomento.

Questo thread rimarrà a perto per permettere ulteriori suggerimenti ed osservazioni eventualmente da aggiungere allo sticky bloccato finale.

Il processo richiederà un pò di tempo ma il prodotto finale spero sarà valido ed utile a tutti (me compreso ah ah!)

Ultima modifica di mccoy; 27/03/2019 21:51.

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riepilogo Pendii in condizioni dinamiche, vedi altro thread

Potremmo parlare anche di verifiche tipo Newmark con il metodo degli spostamenti, dato che appare esserci un software libero.
La necessaria settupla (invece di quintupla NTC08) possiamo ricavarla agevolmente con rexel nota la categoria di suolo.


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il tuo discorso potrebbe anche filare ma non spiegherebbe comunque perché rifarsi ai pendii naturali solo per le condizioni sismiche. ...


Credo che nessuno lo sappia, forse neanche i redattori della norma!!!
Sarebbe stato certamente molto più logico lasciare tutto invariato in condizioni dinamiche, aggiungendo semplicemente le azioni sismiche (e l'eventuale degradazione dei parametri).


Purtroppo la norma è uno spezzatino!
Anche se inserito nel paragrafo relativo agli interventi di stabilizzazione:
C6.3.5
...........
Se un pendio è interessato da una nuova costruzione, il progettista deve verificare la stabilità del pendio prima della realizzazione dell’opera, quantificandone il coefficiente di sicurezza nelle condizioni più critiche. Se in queste condizioni il valore del coefficiente di sicurezza è giudicato adeguato alla nuova costruzione si procede alle verifiche dell'opera, valutandone anche la stabilità globale secondo quanto prescritto nel §6.8.2. Il progettista deve poi rianalizzare la stabilità del pendio tenendo conto della presenza della nuova costruzione e controllando che il valore del coefficiente di sicurezza non risulti inferiore al valore ottenuto con l’analisi effettuata prima della costruzione dell’opera. In caso contrario, è necessario predisporre interventi di stabilizzazione del pendio per riportarne il margine di sicurezza finale almeno pari a quello precedente la realizzazione della nuova opera.
.......


A questo punto credo che anche in condizioni statiche serva la doppia verifica:
- stabilità del pendio con opera §6.3
- stabilità globale opera secondo §6.8

Tra l’altro anche per le opere in sotterraneo:
§6.7.5
.....
Le verifiche di stabilità globale dei versanti con cui l’opera interagisce e dei fronti di scavo agli imbocchi devono essere eseguite con i criteri indicati ai 6.3 e 6.8 rispettivamente per i pendii naturali e per i fronti di scavo



La norma distingue quindi la stabilità dell’opera sia per area vasta (stabilità dei pendii naturali) che per area di sito (stabilità globale dell'opera), credo che sia un approccio concettualmente corretto anche se temo irrealizzabile sia per i costi (indagini, interventi, ecc.) che per eventuali modellazioni dei pendii naturali......e qui le domande sarebbero veramente infinite: se sono antropizzati che fare? si devono implementare anche le altre strutture? nel caso di pendio con opere per definire l’azione sismica quale Cu devo utilizzare? quella comunque più gravosa o quella dell’opera che vado a costruire?........

Naturalmente area vasta ed area di sito potrebbero coincidere in relazione alla dimensione del pendio e/o dell’opera.




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