Buongiorno,
il tuo discorso potrebbe anche filare ma non spiegherebbe comunque perché rifarsi ai pendii naturali solo per le condizioni sismiche. ...
Credo che nessuno lo sappia, forse neanche i redattori della norma!!!
Sarebbe stato certamente molto più logico lasciare tutto invariato in condizioni dinamiche, aggiungendo semplicemente le azioni sismiche (e l'eventuale degradazione dei parametri).
Purtroppo la norma è uno spezzatino!
Anche se inserito nel paragrafo relativo agli interventi di stabilizzazione:
C6.3.5
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Se un pendio è interessato da una nuova costruzione, il progettista deve verificare la stabilità del pendio prima della realizzazione dell’opera, quantificandone il coefficiente di sicurezza nelle condizioni più critiche. Se in queste condizioni il valore del coefficiente di sicurezza è giudicato adeguato alla nuova costruzione si procede alle verifiche dell'opera, valutandone anche la stabilità globale secondo quanto prescritto nel §6.8.2. Il progettista deve poi rianalizzare la stabilità del pendio tenendo conto della presenza della nuova costruzione e controllando che il valore del coefficiente di sicurezza non risulti inferiore al valore ottenuto con l’analisi effettuata prima della costruzione dell’opera. In caso contrario, è necessario predisporre interventi di stabilizzazione del pendio per riportarne il margine di sicurezza finale almeno pari a quello precedente la realizzazione della nuova opera.
.......A questo punto credo che anche in condizioni statiche serva la doppia verifica:
- stabilità del pendio con opera §6.3
- stabilità globale opera secondo §6.8
Tra l’altro anche per le opere in sotterraneo:
§6.7.5
.....
Le verifiche di stabilità globale dei versanti con cui l’opera interagisce e dei fronti di scavo agli imbocchi devono essere eseguite con i criteri indicati ai 6.3 e 6.8 rispettivamente per i pendii naturali e per i fronti di scavoLa norma distingue quindi la stabilità dell’opera sia per area vasta (stabilità dei pendii naturali) che per area di sito (stabilità globale dell'opera), credo che sia un approccio concettualmente corretto anche se temo irrealizzabile sia per i costi (indagini, interventi, ecc.) che per eventuali modellazioni dei pendii naturali......e qui le domande sarebbero veramente infinite: se sono antropizzati che fare? si devono implementare anche le altre strutture? nel caso di pendio con opere per definire l’azione sismica quale Cu devo utilizzare? quella comunque più gravosa o quella dell’opera che vado a costruire?........
Naturalmente area vasta ed area di sito potrebbero coincidere in relazione alla dimensione del pendio e/o dell’opera.