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Sì, da quanto si legge nello stralcio che hai postato e nella 6.8.2 sembra che la normativa preveda i seguenti steps:
1)Verifica del pendio in condizioni naturali senza struttura 2)Se FS min accettabile, verifica di stabilità 'globale' come generalmente intesa in senso geotecnico, ossia stabiità della struttura e del terreno di fondazione inclusi fronte di scavo a monte ed eventuale rilevato a valle 3)Se verifica di cui al precedente punto 2 accettabile, verifica nelle stesse condizioni del punto 1, questa volta però includendo nel pendio la struttura di progetto (con tutte le modifiche relative alla topografia). 4)Se nella verifica di cui al punto 3 FSmin>=FSmin verifica del punto 1, allora OK-END 5)Se nella verifica di cui al punto 3 FSmin<FSmin verifica del punto 1, allora prevedere opere di stabilizzazione e tornare al punto 3
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Ciao McCoy, taglio ed incollo dal thread bloccato perché si discute su questo.
"-Come determinare phi o Cu post picco? phi_cv non è determinabile in laboratorio, almeno non esistono norme in merito. Va bene un generico phi post-picco? Come determinarlo? Phi di picco non appare più avere alcuna utilità, come pure Cu di picco. c' post picco generalmente è cautelativamente=0 Pratica attuale: probabilmente non uniforme. Unica certezza i parametri residui in presenza di piano di rottura esistente (frana attiva o riattivabile)"
Che cosa intendi per cu di picco o cu di post picco? In termini di tensioni efficaci e parametri drenati (vedi phi') ti seguo bene ma in termini di tensioni totali e cu non comprendo. Almeno di non considerare un analisi non drenata in termini di tensioni efficaci tenendo in conto delle sovrappressioni deltaU con software appropriati non saprei sinceramente come ottemperare alla norma.
Un saluto
Fa' sempre la cosa giusta.
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Che cosa intendi per cu di picco o cu di post picco? In termini di tensioni efficaci e parametri drenati (vedi phi') ti seguo bene ma in termini di tensioni totali e cu non comprendo. Almeno di non considerare un analisi non drenata in termini di tensioni efficaci tenendo in conto delle sovrappressioni deltaU con software appropriati non saprei sinceramente come ottemperare alla norma.
Questo dell'adozione dei parametri è probabilmente il primo serio problema se proviamo a fare le analisi di stabilità, che a questo punto quasi equivale ad andare in guerra per le difficoltà connesse. Se con Cu di picco si fa riferimento al valore della triassiale, UU o CU, vane test, correlazioni ecc. Il suo opposto, Cu residuo, fa riferimento alla Cu dell'argilla rimaneggiata meccanicamente che nella teoria dovrebbe coincidere con la Cu della stessa argilla allo stato critico. Cu post picco farebbe qualitativamente riferimento ad un valore intermedio. D'altra parte la stessa difficoltà avremmo nel ricavare un phi post picco (a quale distanza dal picco?) ed un phi_cv (come misurarlo in laboratorio dato che non esiste una standardizzazione normativa per la prova di laboratorio?)
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Non vorrei aggiungere altro disordine Secondo quanto avevo capito in condizioni sismiche le verifiche di stabilità globale di tutte le opere potevano essere ricondotte alle verifiche specifiche per rilevati e fronti di scavo e quindi: gamma_azioni=1 sempre gamma_M= 1 sempre gamma_R=1.2 sempre ora osservando le slide del corso NTC18 del prof. Ailello https://geologilazio.it/wp-content/uploads/2019/02/RM-CGT-CNG-NTC-Circolare18_4.pdfgamma_azioni=1 sempre gamma_M= 1 sempregamma_R=1.2 per fronti di scavo e rilevatigamma_R=1.1 per tutte le altre operesecondo Aiello l'adozione del gamma_R=1.1 per tutte le opere che non siano rilevati o fronti di scavo è giustificata dal fatto che per tali opere non è espressamente specificato il gamma_R così come indicato al 7.11.1 NTC18 7.11.1 ....... Le verifiche degli stati limite ultimi in presenza di azioni sismiche devono essere eseguite ponendo pari a 1 i coefficienti parziali sulle azioni e sui parametri geotecnici e impiegando le resistenze di progetto, con i coefficienti parziali gamma_R indicati nel presente Capitolo 7, oppure con i gamma_R indicati nel Capitolo 6 laddove non espressamente specificato.Personalmente non condivido quanto proposto dal prof. Aiello poiché, anche se non indicato inequivocabilmente nella norma, per i muri si fa specifica indicazione al 7.11.4 (fronti di scavo e rilevati) mentre le fondazioni in qualche misura possono essere ricondotte al 7.11.4 (in relazione alle opere accessorie necessarie alla loro realizzazione su pendii) che ne pensate?
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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Intanto voglio sperare che ci siano pochi dubbi che nei pendii naturali (comprese le verifiche post-operam con la struttura da realizzare), gamma_R=1 sempre, in condizioni statiche e dinamiche.
Sull'interpretazione di Aiello per pendii NON naturali bisogna ragionarci, le dispense a cui fai riferimento sono state preparate considerando la Circ. 87/2019 o no?
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Per AD
Semplice che non si è letto la Norma, non è la prima che spara Aiello...
Per le fondazioni superficiali vorrei che fosse così come hai detto tu ma non lo è se hai visto quanto già detto sopra.
Ultima modifica di mijasimo; 29/03/2019 12:05.
Fa' sempre la cosa giusta.
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Intanto voglio sperare che ci siano pochi dubbi che nei pendii naturali (comprese le verifiche post-operam con la struttura da realizzare), gamma_R=1 sempre, in condizioni statiche e dinamiche.
Sull'interpretazione di Aiello per pendii NON naturali bisogna ragionarci, le dispense a cui fai riferimento sono state preparate considerando la Circ. 87/2019 o no?
Ok ma non pensate che non abbia molto senso la verifica del pendio naturale post realizzazione dell'opera perché diventa non naturale? Cioè in pratica mi limiterei a 1_verifica pendio naturale solo ante operam (statica - sismica) 2_verifica del pendio con opera condizione statica e sismica(e qui comunque ho l'opportunità di poter anche cercare superfici su larga parte del versante) 3_nel caso di deficit rispetto al punto 1 verifica con opera e ulteriori accorgimenti per ripristinare almeno il coefficiente di sicurezza di cui al punto 1.
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Sull'interpretazione di Aiello per pendii NON naturali bisogna ragionarci, le dispense a cui fai riferimento sono state preparate considerando la Circ. 87/2019 o no? Non saprei, nelle dispense c'è un generico riferimento alle circolari ma senza indicare numero e data Semplice che non si è letto la Norma, non è la prima che spara Aiello... ....potrebbe essere di conforto! Per le fondazioni superficiali vorrei che fosse così come hai detto tu ma non lo è se hai visto quanto già detto sopra. Non so se in merito può essere di aiuto: FONDAZIONI 7.11.5.3 VERIFICHE ALLO STATO LIMITE ULTIMO (SLV) E ALLO STATO LIMITE DI ESERCIZIO (SLD) ........ Devono essere considerati almeno gli stessi stati limite ultimi di cui ai § 6.4.2.1 e 6.4.3.1. ...... Le verifiche allo stato limite ultimo di fondazioni superficiali e su pali sono condotte con le metodologie indicate nel Capitolo 6 e con le prescrizioni riportate al § 7.11.1.Quindi, anche se non specificatamente elencato nei successivi paragrafi, deve essere verificato anche lo SLU geotecnico-stabilità globale (§6.4.2.1) secondo i criteri indicati nel capitolo 6 (A2+M2+R2) ma con i coefficienti parziali azioni e parametri geotecnici unitari ed il gamma_R indicato al capitolo 6 e quindi 1.1 (§ 7.11.1.) In questo caso per la stabilità globale della fondazione: gamma_azioni=1 gamma_M= 1 gamma_R=1.1 A tale verifica come indicato al §7.11.5.1 andrà aggiunta la stabilità globale del pendio secondo quanto al §7.11.3.5
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Ok ma non pensate che non abbia molto senso la verifica del pendio naturale post realizzazione dell'opera perché diventa non naturale? Anche per me un pendio con una qualsivoglia opera non dovrebbe essere più considerato naturale ma nelle NTC18 credo che sia stata fatta un po di confusione (condizioni statiche si parla di stabilità dei pendii naturali §6.3 in condizioni sismiche si parla genericamente di stabilità dei pendii §7.11.3.5) Cioè in pratica mi limiterei a 1_verifica pendio naturale solo ante operam (statica - sismica) 2_verifica del pendio con opera condizione statica e sismica(e qui comunque ho l'opportunità di poter anche cercare superfici su larga parte del versante) 3_nel caso di deficit rispetto al punto 1 verifica con opera e ulteriori accorgimenti per ripristinare almeno il coefficiente di sicurezza di cui al punto 1. Credo che sia necessaria anche la verifica di stabilità del pendio con l'opera perché il confronto ante e post operam deve essere eseguito attraverso analisi che utilizzano gli stessi criteri C6.3.5 .......... Il progettista deve poi rianalizzare la stabilità del pendio tenendo conto della presenza della nuova costruzione e controllando che il valore del coefficiente di sicurezza non risulti inferiore al valore ottenuto con l’analisi effettuata prima della costruzione dell’opera. In caso contrario, è necessario predisporre interventi di stabilizzazione del pendio per riportarne il margine di sicurezza finale almeno pari a quello precedente la realizzazione della nuova opera.
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Ciao, allora per quanto riguarda le fondazioni al punto 7.11.5.1 si rimanda per le verifiche di stabilità esplicitamente alle modalità di verifica dei pendii naturali laddove al punto 2 si scrive:
2. La valutazione della sicurezza del sito nei confronti della liquefazione e della stabilità globale, secondo quanto indicato rispettivamente ai par. 7.11.3.4 e 7.11.3.5
E' chiaro che qui le indicazioni sono date esplicitamente per cui non si può fare riferimento ai gamma_r del cap. 6.
Non mi torna assolutamente, c'ho scritto un post abbastanza lungo prima proprio su questo, forse ti è sfuggito. Anche McCoy non era molto persuaso di questa indicazione normativa.
Fa' sempre la cosa giusta.
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