Originariamente inviato da: mijasimo
Nei pendii interessati da frane attive o quiescenti, che possono essere riattivate in occasione del sisma, le analisi in termini di tensioni efficaci risultano più appropriate rispetto a quelle in tensioni totali.

Questo è alla portata, se va bene, dell'0.1% dei professionisti. Cioè si sta parlando di sisma quindi condizioni non drenate (tranne ghiaie e forse sabbie pulite grossolane) trattate in termini di tensioni efficaci. Ecco perché hanno lasciato più appropriate invece di devono essere utilizzate analisi in termini di condizioni efficaci...andiamo bene...
Forse utilizzare il metodo degli spostamenti potrebbe superare questa oggettiva difficoltà di modellazione.


Sto seguendo con notevolissimo interesse (ma senza intervenire, finora) questa discussione.
Mi pare però che, a questo punto, non per colpa vostra ovviamente, si stia discutendo del sesso degli angeli:
ottenere un campione indisturbato in un terreno di frana, abitualmente, è assolutamente problematico.
Su questo campione, non affidabile di suo, un laboratorio dovrebbe fare prove affidabili (e qui si apre un mondo... di dubbi) che poi noi dovremmo interpretare per ricavare parametri con modalità non normate...
Poi, ammesso che conosciamo bene almeno la topografia e la superficie di scorrimento, dovremmo fare verifiche in condizioni sismiche, senza però avere idea di dove piazzare la falda al momento del sisma (ricordo la quota della falda in genere influenza in modo sostanziale la stabilità)...
Mi pare che stiano sommando una quantità di incertezze che renderebbero un qualsiasi risultato completamente inaffidabile.