1)se il terreno è in frana, i parametri che governano lo SL sono quelli residui. In questo tipo di prove se non erro un disturbo del campione non compromette molto i risultati, dato che la resitenza va misurata su una superficie estremamente deformata
Io parlavo esclusivamente di terreni in frana: nella stragrande maggioranza dei casi che ho studiato (appennino emiliano) i terreni di frana sono caratterizzati da matrice argillosa con frammenti lapidei, anche molto abbondanti e di dimensioni da centimentriche a decimetriche. Un campione, ovviamente ricostituito, spesso non è rappresentativo della realtà dell'ammasso.
In genere dal laboratorio si ottengono dei valori che non giustificano il movimento di frane attive. Le back analysis, realizzate con dati "affidabili" (profilo topografico, livello di falda e superficie di scorrimento ben definiti) forniscono valori molto più bassi!
A quel punto, per le condizioni sismiche, preferisco fare un'analisi alla Newmark partendo dai dati di back analysis, piuttosto che cercare valori in laboratorio di cui non mi fido. Ammesso (e non concesso) che la falda, al momento del terremoto, sia nelle stesse condizioni che ho studiato in precedenza, cosa alquanto improbabile...
Insisto, per la verifica delle frane in condizioni sismiche (N.B.:per i terreni che conosco e ho studiato) si sta parlando del "sesso degli angeli".