Buon giorno,
- valori di pressioni interstiziali (U2) molto elevate (dell'ordine di 600-700 kPa, circa 6-7 kg/cmq) anche a profondità dell'ordine di qualche metro dal p.c.; profondità che non giustificano tali pressioni, corrispondenti ad una colonna d'acqua alta 60-70 m (60-70 t/mq)
I valori di pressione interstiziale, misurati nel corso della prova (cioè quando il cono scende a velocità costante) si adattano alla pressione idrostatica soltanto in sabbie molto pulite.
Più i terreni sono impermeabili e più la pressione indotta dalla perforazione tende a salire. E' questo il motivo per cui la u è molto utile nella classificazione dei terreni attraversati.
Pressioni di 600 KPa non sono così elevate da far ritenere che ci sia un problema di desaturazione, che semmai darebbe il problema contrario (di solito).
Del resto la questione è facilmente risolvibile: basta fermare la prova e valutare come varia la pressione: se tende a scendere gradualmente si tratta molto probabilmente di una sovrapressione indotta dalla perforazione stessa (è il principio della prova di dissipazione).
Attenzione però, talora pochi minuti non consentono di valutare il problema: a me sono capitate argille così impermabili che una prova di dissipazione ha impiegato 12 ore a raggiungere il 60%.
Questa è una questione più complessa, ma anche qui la soluzione è la stessa di prima: fermare la prova e valutare se la pressione sale all'idrostatica o anche più su.
In effetti capita spesso che una prova di dissipazione parta da valori bassi (anche se raramente negativi) per poi salire e tornare a scendere dopo diversi minuti.
La prima spiegazione a questo fenomeno è stata data dall'Ing. Sacchetto di SPG in un articolo (mi pare sia negli atti di un convegno dell'AGI, ma proprio non ricordo in che anno).
Mediante prove fatte in edometro ha dimostrato che il fenomeno è legato alla "rottura" dei terreni coesivi tendenzialmente sovraconsolidati, da parte della punta del penetrometro. Inizialmente si formano microfessurazioni che "risucchiano" la pressione (scusate i termini poco tecnici); poi la pressione litostatica determina la chiusura delle fessurazioni e quindi consente l'instaurazione di sovrapressioni.
Prima di quella pubblicazione era abitudine insultare i poveri penetrometristi che fornivano dati così anomali, tanto che qualcuno "barava" sulle prove di dissipazione tagliando la parte iniziale con pressione in crescita... Però sto parlando di oltre 25 anni fa, mi stupisce che ci siano ancora le stesse perplessità.
Sia chiaro: non sto affermando che le cose stanno sempre così, però prima di "buttare" una prova con valori di u anomali è bene valutare con attenzione.