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Iscritto: Aug 2005
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Di geofisici coscienti di quello che fanno sul campo e che ci vanno in campo ne conosco al massimo un paio; ho visto fare sismica in foro riconoscendo io a video (di geofisica ne capisco ben poco per non dire nulla) un disturbo ripetitivo (a 50 hz, studiato da me con il tanto bistrattato e denigrato tromometro) che i due operatori (non geologi) non avevano notato (tra l'altro erano forestieri con sede dell'azienda ad oltre 400 km dal sito indagato, figurati se avessero dovuto ritornarci in loco). La teoria che hai esposto è fantastica, ma la realtà è ben diversa: il geofisico (bada, non il geologo) si rende conto di queste cose sul campo ed agisce di conseguenza, chi viene mandato in campo (chissà perché molto spesso geometri o periti) solitamente non vede l'ora di tornare a casa al riparo da caldo, mosche, zanzare e altro, figurati se elimina uno spike o ricontrolla i sensori se nota troppo rumore. Hai ragione quando parli di specializzazione, ma oramai per come è messo il mercato del lavoro secondo me è molto complicato fare solo sismica, o geoelettrica, o penetrometrie o relazioni tanto per citare qualcosa.
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