grazie alle domande di Marpis78 spiegherò, spero chiaramente, cosa intendo per TUTELARE LA PROFESSIONE DEL GEOLOGO.
Per fare cio partirò da una premessa fondamentale senza la quale tutto il mio discorso varrà quanto il due a briscola.
LA PROFESSIONE DEL GEOLOGO E' UNA PROFESSIONE INTELLETTUALE (ai sensi dell'art. 2229 del cod. civ.)
Rimane adesso da stabilire cosa si intende per "professione intellettuale".
La defiizione più esaustiva, chiara e soprattutto attuale, credo sia quella presentata nell'attuale Disegno di Legge-Delega in materia di professioni intellettuali presentato dal Ministero della Giustizia, in concertazione con il Comitato Unitario delle Professioni (CUP), dove all'art. 1, comma 2 per professione intellettuale "si intende la prestazione di attività, di opere o di servizi a favore di terzi in cui prevale, abitualmente e in modo prevalente, il lavoro intellettuale".
Stabilito ciò, pertanto, è chiaro che quando scrivo di PROFESSIONE DEL GEOLOGO mi riferisco (ed insieme a me l'attuale giurisprudenza) sia al geologo libero professionista sia al geologo imprenditore sia al geologo dipendente (direttore tecnico di qualsivoglia laboratorio o impresa di sondaggi).
Come ulteriore punto fermo credo debba porsi il fatto che l'esecuzione materiale delle prove, di qualsiasi natura esse siano, non necessita di una laurea (Scienze Geologiche nel nostro caso) ma PUO' ESSERE LIBERAMENTE ESEGUITA da chiunque, a regola d'arte e/o secondo quanto stabilito da norme di unificazione riconosciute (le varie ASTM o similari) sicuramente quando eseguite da personale serio, APPASSIONATO del proprio lavoro, non altrettanto sicuramente quando "costretto" da leggi asettiche e tutt'altro che garantiste della qualità del servizio erogato (vedi circolare 349/STC).
Non credo che il geologo abbia competenze per definirsi "co-progettista" almeno in senso geotecnico (diverso è il discorso per le opere di bonifica siti contaminati) o peggio ancora "progettista".
Le sue competenze, pertanto, si esplicano nella "progettazione del piano dei sondaggi" (sicuramente in sinergia con il progettista), nell'esecuzione dei sondaggi (se come direttore e/o operaio sarà una sua libera scelta), nell'interpretazione di questi ultimi e, dulcis in fundo, in una valutazione di massima sulle interazioni terreno-fondazioni (Qlim e cedimenti) in sinergia con il progettista fornendo una rosa di valori di Qlim e di S (cedimenti) in base alle dimensioni del tipo di fondazione che il progettista ha supposto utilizzabile in prima analisi per l'opera in oggetto e rimandando a quest'ultimo il dimensionamento strutturale delle opere fondazionali e/o ulteriori valutazioni approfondite relative ai parametri sopra citati.
Detto tutto ciò credo (e spero) di aver risposto, seppur indirettamente, alle domande postemi da Marpis78.
Rimango comunque a disposizione di Marpis78 o di chiunque altro qualora ci sia necessità di fornire ulteriori delucidazioni....ovviamente sempre sul modo in cui IO considero tutta la questione.
Alessandro Cascone