Visto che qualcuno lo ha chiesto più volte e nessuno, mi sembra, ha risposto è giusto chiarire che la 349/99 vieta a qualsiasi addetto/sperimentatore, direttore compreso, di società concessionarie per indagini e prove geotecniche di essere interessato anche come consulente/progettista in commesse in cui si presta attività di indagini e/o prove geotecniche in situ e di laboratorio.

A chi invece parlava di interpretazione di analisi e prove di laboratorio, è giusto chiarire che dall’entrata in vigore della 349/99, nessun certificato di laboratorio geotecnico riporterà più dati numerici d’interpretazione, ma solo tabelle ed eventualmente grafici, senza rette di interpolazione tangenti a cerchi di Mohr, nel caso di prove triassiali, tanto per fare un esempio: spetterà al Progettista poi interpretare le prove in tal senso.

Un altro punto fondamentale, che credo nessuno abbia chiarito, è che con il nuovo T.U., l’unico, vero e solo Responsabile del Progetto è il Progettista (o società di progettazione) e pertanto toccherà a tale figura professionale sviluppare il piano d’indagini geotecniche ed interpretarne i risultati.

Si possono fare mille discorsi, ma la “carta” dice questo!


Che poi la situazione, nei fatti, sia molto diversa non c’è dubbio: come diceva l’amico e collega Fabio Asero, non passa giorno che qualche collega geologo o amico ingegnere venga a chiedere cose elementari o, peggio, assurde.
Che, poi, spesso, pare quasi una moda: negli ultimi giorni, per esempio, non avete idea di quante persone abbiano scoperto l’esistenza dei tubfix!!! Che poi è un brevetto Rodio soltanto del 1968…

La spiegazione credo stia nel fatto che un neo-laureato in ingegneria ha molti più campi di attività, per cui si dedica magari inizialmente a fare Piani di Sicurezza o certificazioni di Qualità e, poi, un giorno, dopo 10anni, scopre che può progettare una berlinese…

Il neo-geologo invece, in linea di massima o si mette a fare l’universitario-naturalista a tempo pieno, oppure si inventa penetrometrista, laboratorista, sondatore e chi più ne ha, più ne metta.

Il risultato è che nella pratica ci sono più geologi-geotecnici che ingegneri-geotecnici, ma la questione sta nell’accreditamento per tali titoli: fino a quando non verranno attivati seriamente i corsi applicativi a Scienze Geologiche, il Geologo non sarà mai accreditato quale tecnico e rimarrà confinato sempre nella figura del naturalista “al servizio” dell’Ingegneria Civile, mentre l’ingegnere che fino a ieri disegnava supposte ha comunque un titolo che gli permette poi di progettare centrali nucleari ed in un mondo del lavoro dove conta più il colore del bollino sulla tua carta intestata, piuttosto COSA sai veramente fare, chi la spunterà alla fine?

Lo sapete uno dei motivi per cui non si sta più parlando di 349/99? Gli ingegneri hanno scoperto che la maggior parte dei laboratori geotecnici in Italia sono di proprietà di Geologi: pare ci siano rimasti malissimo!