Grazie infinite per la gentile e chiara risposta.


<<La delocalizzazione e la limitazione del consumo di suolo possono coesistere: nelle aree urbane esistono aree da riqualificare che a cui si dovrebbe prioritariamente accedere: perchè devo convertire un fondo agricolo ad area residenziale quando magari trovo la stessa estensione nell'agglomerato urbano con edifici fatiscenti, degrado, abbandoni?>>

Lei ha perfettamente ragione che le aree fatiscenti e abbandonate andrebbero convertite, sebbene con la lentezza di un Paese dall'economia non più florida inevitabilmente. Però, se abbiamo, secondo l'ISPRA, 1.303.666 abitanti (2,2% del totale) in aree a elevato o molto elevato rischio frana (senza contare quelle alluvionabili) e l'Italia ha una densità abitativa relativamente alta (195 abitanti per chilometro quadrato), come si possono trasferire gli abitanti in aree più sicure, senza consumare suolo? Ovvio che le aree degradate andrebbero riqualificate (con demolizioni e ricostruzioni?) ma non bastano, a mio avviso, e mi pare evidente.

Sono d'accordo col discorso che ci sono problemi di interessi particolari e di politica riguardo a come il rischio viene gestito tuttora.