Salve, mi rendo conto che non è un problema fondamentale ma penso/spero che possa interessare la comunità almeno a livello di curiosità. Si tratta dell'acqua di Marte. Ormai il problema non sembra più se ce ne può essere ma piuttosto quanta, dove e come. Vorrei segnalarvi questo studio, appena pubblicato, dove nella figura 10 sembra di osservare le tre fasi dell'acqua contemporaneamente sullo stesso versante (una duna) e nello stesso momento.

https://www.mdpi.com/2076-3263/15/1/29

Al di là della possibile spiegazione (un effetto aerodinamico) questa eventualità si evince facilmente dal diagramma di figura 13. Il problema della liquidità dell'acqua su Marte non è il freddo ma la pressione. Spesso non ci si rende conto che il punto triplo non fa parte del nostro ambiente ma è invece presente nell'ambiente marziano. E' per questo motivo che, soltanto su Marte, può bastare una variazione di qualche grado e/o di qualche millibar per attraversare tutte le fasi dell'acqua. Cercando in un sito le cui condizioni ricadano almeno stagionalmente in quel piccolo cuneo, si potrebbe trovare acqua anche liquida. In realtà questi fenomeni sono rari, stagionali e anche di brevissima durata, ma sono possibili. Inoltre - ed è forse la cosa più importante - qualunque fenomeno erosivo che sembra associato all'azione di un liquido non può essere associato alla CO2, che ha bisogno di oltre 5 Bar per liquiefare. Sottolineo questo per contrastare la vecchia scuola di fisici che storicamente hanno attribuivano fenomeni erosivi alla lava per poi ripiegare sulla CO2.

Questo è uno studio che riguarda una particolare sottospecie di gullies ma fa seguito a un lavoro precedente sulla più diffusa e canonica tipologia "ACA". Mentre queste sono delle false sorgenti geologiche, i gullies ACA sarebbero delle vere sorgenti, la cui attività è comunque stagionale, transitoria ma soprattutto (qui la differenza con la Terra) strettamente legata alle variazioni di pressione e temperatura dell'ambiente esterno:

https://doi.org/10.3301/IJG.2022.12

E' noto che ci sono stati tempi migliori, ma la tenue atmosfera rimasta sul pianeta potrebbe svolgere ancora un ruolo molto importante nell'influenzare i fenomeni superficiali, non solo attraverso il vento.

Abbiamo anche elaborato un codice di datazione normalizzato al ciclo stagionale che spero possa essere utile a chi volesse cimentarsi nello studio dei fenomeni transitori marziani:

Teoria: https://www.mdpi.com/2076-3263/14/4/108
Algoritmi (Excel, Phyton, Mathlab): https://www.earth-prints.org/handle/2122/16819

Spero che tutto questo possa incontrare l'interesse dei colleghi esperti nel (vero) settore dell'idrogeologia.
Grazie dell'attenzione.
Adriano