Ne approfitto per proporvi una procedura partendo dalle richieste della norma: 7.11.3.4.3 Metodi di analisi Quando nessuna delle condizioni del § 7.11.3.4.2 risulti soddisfatta e il terreno di fondazione comprenda strati estesi o lenti spesse di sabbie sciolte sotto falda, occorre valutare il coefficiente di sicurezza alla liquefazione alle profondità in cui sono presenti i terreni potenzialmente liquefacibili. ………….. L’adeguatezza del margine di sicurezza nei confronti della liquefazione deve essere valutata e motivata dal progettista.
Procediamo quindi alla stima del FS e spesso al potenziale di liquefazione LPI (che in ogni caso in presenza di uno straterello liquefacibile fornisce valori diversi da 0 che ci impediscono di escludere la liquefazione). Però quello che serve è avere informazioni circa il possibile danno indotto dalla liquefazione attraverso stimatori adeguati. Personalmente ho iniziato ad utilizzare il LSN Liquefaction Severity Number (Tonkin & Taylor 2013) che unitamente al FS ed a LPI può fornire ulteriori elementi al progettista per valutare l’adeguatezza del margine di sicurezza. Ovviamente il LSN ha i suoi limiti a partire dal fatto che è stato derivato da correlazioni liquefazione-danno osservate in Nuova Zelanda. Tuttavia la combinazione di matrici LSN e LPI è stata implementata anche in alcuni studi del progetto liquefact dell’Emilia Romagna.
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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