L'argomento è stato dibattuto in questo forum molti anni fa, mi chiedo se attualmente c'è un maggiore consenso. Nel volume sulla liquefazione sismica del CNR non ho trovato indicazioni pratiche in merito.
In essenza, quale valore adottare?
La domanda è cruciale, perché, come ho anche verificato di recente nello studio della formula di Kayen et al. (ma accade con altre formule anche), il risultato finale di una verifica alla liquefazione è ampiamente sensibile al valore di Mw di input.
Per cui, usare la media al posto di un alto percentile o del valore massimo cambia tutto. All'Aquila, ad esempio, significa passare da 5.5 o 6.0 a 7.5 Mw, con variazione significativa degli indici LPI finali.
Io non sono più aggiornato, i ricercatori hanno suggerito strategie tecnicamente ragionevoli nei corsi ?
Vi premetto che il metodo di basarsi sulla Mw max attesa delle singole strutture riportate nel catalogo delle faglie attive non appare valido, in considerazione del modello probabilistico della normativa di cui le analisi di disaggregazione sono una manifestazione.