Or ora mi viene da pensare che comunque bisognerebbe inserire le magnitudo maggiori perchè contribuiscono alla funzione di pericolosità ed il contributo è già numericamente valutato (se il contributo è piccolo, vuol dire che la probabilità di influenza su quel sito è piccola e si troverà oltre il 90° percentile del rischio.
Escludere questi casi di elevata Mw anche con R elevato a priori non apparirebbe corretto anche perchè, quantunque con piccola probabilità, quando avvengono si propagano a distanza ed aumentano il n° di cicli di sollecitazione con conseguente progressivo aumento del delta-U.
Il caso di distribuzione bivariata multimodale del rischio, di cui parlammo anni fa, potrebbe essere diverso.
Se non ho afferrato la domanda puoi riformularla, magari fornendo un esempio di disaggregazione del sito, però allega la matrice numerica olre all'immagine per favore, e faresti un'opera pia a copiare i valori in un foglio excel utilizzando i mid-points dei bin.
Ad esempio, R = 0-10, midpoint = R 0.5; Mw = 4-5, midpoint = 4.5, ecc. ecc. Con una matrice di questo tipo pronta si potrebbe sviluppare un foglio excel che calcola automaticamente i vari percentili di Mw in funzione della disaggregazione.
In questo caso, anche se in mancanza di indicazioni in normativa, ho pochi dubbi che abbiamo la competenza di scelta, la liquefazione sismica dei terreni è indiscutibilmente materia di competenza (anche) di noi geologi ed un alto percentile del rischio sul modello di disaggregazione specifico per quel sito e quella strategia di progetto è un punto tecnicamente plausibile e del tutto difendibile. Dall'85° percentile in su possiamo certamente parlare di alto percentile.
Ultima modifica di mccoy; 29/08/2025 08:53.