Originariamente pubblicato da
AD70
Le relazioni (espresse in Mw) ed i grafici li ho tratti da "Pratiche correnti per le analisi
di suscettibilità alla liquefazione negli studi di microzonazione sismica di livello 3" CNR 2024.

Ah, OK, la pubblicazione del CNR che abbiamo già visto per la verifica della liquefazione con Vs. Le pubblicazioni del CNR costituiscono un esplicito riferimento ufficiale secondo le NTC2018.

A questo punto però, abbiamo due distinti set di istruzioni.

1) Il sito è ubicato all'interno di una delle 36 zone sismogenetiche ZS: Si adotta la Mw max indicata nello studio originale di Meletti et al., ribadita nel volume CNR
2) Il sito non è ubicato all'interno di una di queste ZS: si procede con la formula Msi= 1+3log(Ri)
3) Il cirterio della Msi non è soddisfatto (almeno una zona ecc.ecc.): si procede con la disaggregazione.

Qui mi permetto di sollevare una critica agli autori del volume CNR. Il punto 2 non solo è farraginoso, ma non è possibile determinare con precisione le distanze del sito dalle ZS poiché non abbiamo carte atte all'upo. I confini sono molto incerti.
Poi, abbiamo due metodi proposti per la disaggregazione, per i quali mancano i dati nel pubblico dominio.
A meno che non vogliamo ingrandire le carte in figure 3.2 e 3.3, è possibile ricavare M e D, anche se in maniera non sempre precisa.

Metodo del cutoff: serve a stabilire quali sono le distanze Ri dal sito oltre le quali un evento di magnitudo Mwi diventa poco plausibile. Adesso, non viene scritto niente sull'eventuale adozione di questo criterio di cutoff per la scelta della Mw, come non viene scritto niente sull'adozione di determinati percentili basati sulla disaggregazione INGV.

Alla fine, non so cosa dire, se non che, una volta superati i punti 1) e 2), potremmo scrivere che non esistono nel pubblico dominio chiari dati di disaggregazione comune per comune o sito per sito con il metodo SASHA e che quelli ricavabili dall'ingrandimento delle figure 3.2 e 3.3 non sono affidabili.

Per cui potremmo imbarcarci in un'analisi della disaggregazione, considerando i dati nella regione di cutoff come outliers, e adottando a questo punto un valore > media, anzi molto cautelativa come un 90° percentile. Meglio poi se confronteremo i dati con i dati ricavati, seppure in maniera incerta, da quelli di figura 3.2. Se la nostra Mw di riferimento è palesemente maggiore, allora OK.

Per ultimo, nell'articolo originale di Galli 2000, la formula citata nel volume CNR di Mw = 2.75+2 log(R), è invece Me= 2.75+2 log(Re).

Esiste una semplice approssimazione di Mw con Me, invece di una conversione. Ma Ok.

Inoltre, il grafico dell'articolo originale di Meletti include SEMPRE sismi con Me>= 6.5 circa. (allego il grafico in Galli, 2000)

Conclusione: adottando il criterio di cutoff proposto e rivisto nel volume di CNR, i grandi terremoti verrebbero sempre inclusi nell'analisi.

Edit: dal punto di vista matematico, spesso l'esclusione dei contributi oltre la curva di cutoff risulta in probabilità marginali maggiori nelle alte Mw. Ossia maggiore cautela.

Immagini allegate
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Ultima modifica di mccoy; 01/09/2025 03:12.

"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)