Un'importante aggiunta a quanto sopra.
Ho riletto il punto 6.6.1 (2) della UNI ENV 1997-1 (Eurocodice 7), dove è scritto:
La profondità fino alla quale è opportuno considerare gli strati compressibili di terreno dipende dalle dimensioni e dalla forma della fondazione, dalla variazione della rigidezza del terreno con la profondità e dalla distanza tra gli elementi della fondazione.
Tale profondità può essere assunta normalmente come la profondità alla quale l’incremento della tensione verticale efficace, per effetto del carico sulla fondazione,
raggiunge il 20% della tensione verticale efficace dovuta al peso proprio del terreno.
In molti casi tale profondità può essere considerata approssimativamente pari a 1-2
volte la larghezza della fondazione, ma può essere ridotta nel caso di estese platee
di fondazione poco caricate. Questo approccio non è applicabile a terreni molto molli.[i][/i]
Per cui, la profondità di cutoff viene definita generalmente come Rcutoff = R(z) *0.2, ossia delta sigma v = 20% del sigma'v. In poche parole, viene adottato un cutoff ottimistico e non troppo cautelativo, corrispondente all'upper bound del range che indicavo nel post precedente.
Applicando questo cutoff con il metodo dello Stress-ratio possiamo evitare una sovrastima dei cedimenti, fatto che avviene forse troppo spesso, complici i valori dei moduli edometrici di laboratorio e alcuen correlazioni modulo elastico-Nspt (in particolare quelle dell'AAHSTO) che appaiono sottostimare i moduli.