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provo a riaprire la discussione per un approccio più volgare qual'è la vostra interpretazione della norma per l'esclusione da verifica a liquefazione in base alla granulometria? capisco che si possa lavorar meglio e che in fondo in genere fare una verifica non è poi così gravoso... però... vorrei capire cosa vuol dire la norma in modo abbastanza netto 1-la condizione di base è che il terreno sia monogranulare quindi se ho un ampio range di granulometrie non è liquefacibile? è un riferimento alla norma o è conoscenza geotecnica? 2- la monogranularità è una valutazione del geologo o esiste un range di riferimento? 3-in riferimento ai fusi delle ntc, è escludibile dalla verifica un qualsiasi terreno che esca anche solo un poco dall'intervallo proposto (che poi tornerebbe con il terreno monogranulare del punto 1)? oppure c'è una percentuale che deve essere superata? mi sembra che la norma romagnola indichi dei valori di riferimento mentre le ntc sono più generiche
scusate la grossolanità dell'approccio ma vorrei capire cosa dice la norma e solo dopo farci sopra le opportune valutazioni grazie M2
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