Questa cosa mi manda al manicomio da anni...
La norma c'è, e in altri passaggi è abbastanza precisa...ma qui bisogna andare a interpretazione personale!
Se da un lato condivido l'approccio cautelativo di verificare sempre, dall'altro un cliente potrebbe non voler spendere in più (magari chiamando un collega più scaltro) per indagare un terreno limoso argilloso che tanto "non liquefa"
Boh...
Senza cedere alla facile tentazione di innervosirsi, si può semplicemente procedere applicando il buon senso tecnico.
Se la nostra curva granulometrica è compresa in gran parte nella regione di liquefazione ma evidenzia una percentuale non trascurabile di materiale fine al di fuori della regione di liquefazione, tale da fare insorgere un dubbio di non-liquefazione, allora potremmo aiutarci con le regole che hai citato della FC e dell'IP.
Caso opposto, se la nostra curva sconfina nel materiale ghiaioso e secondo le NTC non è liquefacibile, ciò nonostante sappiamo che fenomeni di liquefazione in ghiaie sono documentati, per esempio in Nuova Zelanda.
Presumo però che si tratti di ghiaie in matrice sabbiosa sciolta, per cui qui siamo proprio nel regno della verifica tramite Vs. I dati li abbiamo quasi sempre, data l'ormai obbligatorietà della geofisica, per cui l'analisi può richiedere un po' di tempo ma è prudente farla.
I colleghi più scaltri potrebbero trovarsi nei guai in futuro. Questi colleghi esibiscono un certo appetito per il rischio. Può darsi che i colleghi effettuino un'analisi probabilistica e accettino una bassa probabilità di deleteria liquefazione in futuro. Certamente lo fanno inconsciamente. Per piccole strutture OK, copre comunque l'assicurazione, per grandi strutture l'analisi probabilistica andrebbe rivista.