Continuando ad applicare il filtro in situazioni reali, si pone un problema. Quando ci sono >= 2 strati con valori >> del background/matrice, i picchi molto elevati vengono sì ridimensionati, ma lo spessore viene trasformato da picco molto elevato (ciottolo/laterizio/altro) a strato indurito. Ho una situazione come quella seguente, dove i due valori di N20: 11; 22, vengono ridimensionati a 11; 11.
Per cui si pone di nuovo il problema, OK, abbiamo eliminato il vistoso effetto da outlier del picco, ma adesso vogliamo considerare nei calcoli questo strato, nell'esempio di 40 cm, con resistenza doppia/tripla rispetto al terreno circostante? Io vorrei eliminarne totalmente l'effetto, per cui mi appreso a chiedere un altro opportuno algoritmo. Probabilmente si dovrebbe estendere la finestra della mediana (attualmente di soli 3 dati), ma bisogna accertare i vantaggi e gli svantaggi. Oppure applicare un criterio di esclusione con soglia rispetto al background. In questo caso ho un assistente (Gemini) a cui devo sottoporre varie iterazioni della stessa richiesta finché il risultato soddisfa i miei requisiti. I requisiti sono quelli di una formulazione matematica che rispetti l'esigenza di ottenere un segnale rappresentativo del background, attenuando o eliminando i picchi anomali. Bisogna poi stabilire anche altri vincoli, per esempio: qual'è lo spessore al di sopra del quale vogliamo effettivamene considerare lo strato coem un'entità più resistente a sè stante, e non un'anomalia da trascurare? 40 cm? 60 cm? In questo istante sto pensando ad un massimo di 40 cm. Quando abbiamo 60 cm omogeneamente più resistenti, allora possiamo ragionevolmente includere lo strato nel contributo alla resistenza e alla rigidità (il criterio è discrezionale ma tecnicamente plausibile). Anche se questo criterio potrebbe variare secondo la specifica litostratigrafia.
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