Chiedo a voi che sicuramente siete più inseriti in un contesto lavorativo o accademico di stampo geologico e avrete sicuramente le idee un po' più chiare di me, specifico inoltre che il mio non è un ragionamento puramente di stampo economico (altrimenti non mi sarei iscritto a scienze geologiche ahaha), semplicemente gradendo molto entrambi i campi ed i settori disciplinari ad essi connessi, ritengo giusto anche inserire l'impatto post-laurea nell'equazione della scelta (inoltre ammetto che trovo sempre un certo gusto nel fare delle "analisi antropologiche" quindi magari potrei anche aver spulciato più del dovuto, almeno rispetto a quello che serviva per orientarsi seplicemente
Carissimo, se vuoi documentarti sul passaggio dall'università alla ricerca ti potrei consigliare di approfittare delle feste per leggere questo breve raccontino:
L'arte della scienza.
Lo scenario universitario risale a 25 anni fa e spero che oggi sia cambiato tutto. Lo scenario della ricerca è proprio quello di oggi.
Per quanto riguarda quello che chiami "impatto post-laurea"... ebbene si, ci sarà un impatto e qualunque ne sarà l'esito la tua storia conterrà certamente la parola "precariato". Ti auguro per il più breve tempo possibile. Da questo punto di vista potrà esserti d'ispirazione un altro simpatico raccontino:
La scienza e la follia. Più che altro sarebbe da consigliare al tuo datore di lavoro e a chiunque non si renda conto che esiste un problema di precariato nazionale e di fuga di cervelli (anche in ambito professionale, non solo nella ricerca).
Li scarichi gratis in PDF e di "analisi antropologiche" ce n'è quante ne vuoi. Del resto sembri già cosciente che il futuro non sarà rose e fiori (ma per chi può esserlo di sicuro?). Posso solo dirti che se ami la scienza non hai sbagliato facoltà e avrai in cuor tuo delle grandi soddisfazioni. Peccato solo che... il mondo ti rema contro?
In bocca al lupo e ricorda sempre una cosa: nel lavoro avrai a che fare con gli ingegneri o con i fisici ma sii sempre orgoglioso di essere un geologo.