Purtroppo, oltre al problema della comunicazione, nella nostra categoria manca soprattutto un approccio più "coerente" al definirsi liberi professionisti.
Mi spiego.
Tra coloro che dicono di fare libera professione, mentre chi si dedica in maniera ESCLUSIVA a tale attività tra geometri, ingegneri e architetti è la stragrande MAGGIORANZA, per i geologi è la stragrande MINORANZA essendo questi ultimi principalmente dediti alla scuola, alla pubblica amministrazione e, in percentuale minima, al lavoro dipendente presso società private.
In pratica il lavoro del geologo libero professionista è per la stragrande maggioranza una seconda attività, da farsi nel tempo libero (molto per chi lavora nel pubblico, poco per chi lavora nel privato).
Qui in Campania, a seguito del terremoto del 1980, molti professori di scuola, laureati in geologia, si sono trovati all'improvviso con le porte del paese di Bengodi spalancate e ci si sono buttati "a pesce" senza alcuna preparazione tecnica e spesso senza alcuna dignità eseguendo lavori a prezzi stracciati (ovviamente non nel pubblico dove venivano garantiti i minimi tariffari

) lasciando per iscritto (relazioni) boiate di primo ordine spessissimo passate inosservate essendo spesso le carte progettuali solo depositate al Genio Civile competente per territorio (all'epoca non esistevano nemmeno i controlli a campione) non interessando PRG o varianti ad esso o di altra natura urbanistica (L.R. 9/83).
Oggi tale atteggiamento è ancora esistente e ben radicato per cui chi opera in maniera seria e dignitosa viene additato come un imbecille o un Don Chichotte o peggio come una persona "pericolosa" perchè va a destabilizzare un sistema collaudato.
Se veramente si vuole dare dignità alla Professione credo che bisogna partire dalle fondamenta: cambiare tale approccio COMMERCIALE, al pari di un salumiere o peggio di un sensale (guadagnando dal lavoro degli altri solo per aver "favorito" questo o quell'altro personaggio), con uno PROFESSIONALE cominciando innanzitutto con il porsi nei confronti della professione con MAGGIORE COERENZA e sicuramente con MAGGIORE CORAGGIO.
Chi se la sente ??
Alessandro Cascone