cari colleghi oggi mi è arrivata una mail da parte dell'ormai ex vicepresidente dell'ordine calabrese. Avevo seguito la polemica, ma onestamente questi retroscena non li immaginavo.
riporto di seguito la parte testuale della mail...e buona lettura!!!!


Il mio punto di vista sui fatti recenti
di Carlo Tansi
ex-Vice Presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria
Agli Iscritti all’Albo dei
Geologi della Calabria
A qualche settimana dai clamori suscitati dalle notizie apparse sulle pagine dei quotidiani regionali, avendo avuto il tempo sufficiente per analizzare con il giusto distacco la questione, ho sentito il dovere di rendervi partecipi dei motivi che hanno portato alle mie dimissioni (e non solo) ripercorrendo qui nel seguito le tappe fondamentali della vicenda.
1. L’antefatto
• 3 maggio 2006: il presidente Cappadona scrive una lettera a Luigi Incarnato, assessore ai Lavori Pubblici con delega alla Protezione Civile della Regione Calabria (protocollo 822/2006/OUT/ Ordine Geologi Calabria; pubblicato sul primo numero della rivista “Geologi Calabria” -. La lettera rappresentava un documento di denuncia della massima carica istituzionale del nostro ordine regionale al principale interlocutore politico della nostra Categoria (l’assessore ai Lavori Pubblici). Con il suddetto documento, Cappadona inoltrava all’assessore Incarnato, tra le varie cose, un gravissimo appello-denuncia sulle “numerosissime segnalazioni da parte di Iscritti (in alcuni casi accompagnata da prove documentali) relative alla possibilità di effettuare il deposito di progetti presso i settori tecnici decentrati non corredati dalla Relazione Geologica”.
• 10 luglio 2006: ad una settimana dai tragici eventi del 3 luglio che hanno colpito Vibo veniva trasmesso dal Presidente Cappadona un ulteriore appello-denuncia (protocollo 1028/2006/OUT) indirizzato sempre all’assessore Incarnato (oltre che al Presidente Loiero, ai Prefetti delle cinque province calabresi, nonché agli Assessorati all’Ambiente e all’Urbanistica). Il documento denunciava gravi irregolarità negli uffici regionali preposti al controllo sui progetti in chiave di prevenzione antisismica.
• ... poi l’inquietante e pesantissimo silenzio dell’assessore Incarnato .......

2. I fatti recenti
• 3 gennaio 2007: il Presidente Cappadona e il sottoscritto denunciano pubblicamente, con un articolo a firma congiunta apparso come argomento principale della prima pagina del quotidiano Calabria Ora, la quasi totale mancanza di controlli e verifiche negli uffici regionali di competenza, lanciando inquietanti interrogativi sulla qualità e, quindi, sulla capacità degli edifici calabresi di resistere ai terremoti. L’articolo citava le “numerosissime e documentate segnalazioni pervenute all’Ordine dei Geologi che accusavano la mancanza della relazione geologica per svariati progetti” (già trasmesse all’assessore Incarnato nella lettera del 3 maggio 2006), e le pesanti affermazioni di un funzionario del Servizio Tecnico Decentrato della Regione (ex genio Civile) della provincia di Reggio Calabria (“…gran parte delle progettazioni depositate non sono conformi alla normativa sismica. Vuoi per studi geologici fotocopiati, per calcoli statici fatti al ciclostile, ecc….”, Gazzetta del Sud del 11.3.06). Nell’articolo, Cappadona ed il sottoscritto lanciavamo pesanti accuse sia all’assessore Incarnato che, più in generale, alla classe politica Calabrese (“la politica non risponde” riportava testualmente l’articolo).
• 4 gennaio 2007. Il quotidiano Calabria Ora pubblica sempre in prima pagina e con il titolo principale la risposta dell’assessore Incarnato che ritengo, a dir poco, offensiva nei confronti dell’intera Categoria: un “intervento di squadre della Protezione Civile regionale mobilitatesi in segno di risposta all’indomani del grido d’allarme dell’Ordine dei Geologi della Calabria” che avrebbero “monitorato”, in un sol giorno, “zone interessate da frane”. La mia indignazione era acuita dal fatto che l’articolo era corredato da una fotografia in cui compaiono i tecnici della protezione civile al fianco di cani pastori tedeschi… avete capito cari Colleghi? tecnici della protezione civile e cani in risposta al nostro dignitoso appello … Ma quello che stupisce di più è che Cappadona ed io, nell’articolo del 3.1.07, avevamo denunciato questioni relative al RISCHIO SISMICO, mentre le squadre della Protezione Civile mobilitatesi sono andate a monitorare aree in FRANA! E poi è mi sono chiesto come abbiano fatto le squadre della Protezione Civile a riuscire a monitorare i terremoti? Da tutti questi segnali ho percepito, un’inquietante inadeguatezza di un assessore che, ostentando le solite arrembanti modalità di gestione del rischio sismico con la nefasta cultura dell’emergenza, ignorava completamente le competenze che la nostra Categoria professionale è in grado di offrire alla comunità calabrese in termini di prevenzione.
• L’argomento dell’importanza dei Geologi per garantire la sicurezza della comunità calabrese in caso di terremoto aveva così per la prima volta (forse) monopolizzato le prime pagine di un quotidiano regionale emergente ad ampia diffusione e stava così suscitando prepotentemente l’interesse dei calabresi (il Direttore di Calabria Ora mi aveva confidato che l’argomento “tirava molto”); tutto ciò è naturale quando si da il giusto risalto ad un argomento, il terremoto, al centro degli atavici incubi tutti calabresi.
• A questo punto, al fine di attirare ancora di più l’attenzione di un’opinione pubblica sorprendentemente curiosa su un argomento rivelatosi più che mai attuale, ho pensato di compiere un gesto utile per l’intera Categoria: dimettermi dalla carica di vice-presidente e di consigliere, ufficialmente in segno di protesta contro la “offensiva” risposta perpetuata da Incarnato nei confronti della Categoria e l’insensibilità di istituzioni ignare del ruolo dei Geologi in una delle aree più esposte al mondo ai rischi naturali. Attraverso questo gesto estremo che ritenevo di grande dignità, intendevo mettere al servizio della Categoria il buon momento mediatico per porre sotto gli occhi delle pubblica opinione un messaggio chiaro: “negli interessi di salvaguardia e di tutela della collettività calabrese, si può garantire la sicurezza del territorio (delle nostre case, delle scuole dei nostri figli e degli uffici presso cui lavoriamo) solo attraverso una diffusa e stabile presenza di Geologi presso gli uffici regionali, provinciali e comunali preposti alla pianificazione del territorio, così come avviene per ingegneri, architetti e geometri”. Ad essere sincero fino in fondo, era da qualche settimana che gravi motivi personali (confidati ai miei amici-colleghi più cari) stavano facendo maturare in me l’opportunità di dimettermi, ma avevo ritenuto utile utilizzare questa imperdibile occasione per “sacrificarmi” volentieri in nome della Categoria. Il pomeriggio stesso del 4 gennaio ho trasmesso le mie dimissioni al Consiglio dell’Ordine dei Geologi della Calabria ed agli organi di informazione.
• 5 gennaio 2007: il quotidiano Calabria Ora pubblica le mie dimissioni in prima pagina … con una mia, a dire il vero, non bellissima foto.... La notizia era stata riportata anche dalla Gazzetta del Sud.
• 6 gennaio 2007: il quotidiano Calabria Ora pubblica sempre in prima pagina la risposta dell’assessore Incarnato. Da bravo politico, l’Incarnato sposta l’attenzione su un problema inesistente asserendo che le mie dimissioni sarebbero state “originate da problemi interni all’Ordine dei Geologi”... resto sbigottito! Soprattutto perchè proprio quel giorno ero letteralmente inondato da centinaia di manifestazioni di accorata ed affettuosa solidarietà (attraverso sms, e-mail e telefonate) da parte dei tanti colleghi di tutte e 5 le province. Ad onor del vero ho ricevuto anche la solidarietà di tre componenti del consiglio: Beniamino Falvo, Ettore Mannarino e Pasquale Greco. Sempre nello stesso articolo, l’Incarnato riferisce di aver preso contatto con non meglio specificate “associazioni nazionali” per attuare un Suo “ambizioso programma” in materia di rischio sismico. La domanda sorge spontanea: perchè scomodare le “associazioni nazionali” (come le definisce l’Incarnato) quando esistono tantissimi colleghi Geologi e splendide r di livello internazionale come le Università di Arcavacata, Reggio eVibo?.
• 7 gennaio 2007: la solidarietà dei Colleghi nei miei confronti viene manifestata pubblicamente con l’articolo apparso in prima pagina su Calabria Ora. Sono stato pervaso da un’emozione profonda nel sentire lo smisurato affetto trasmessomi da una splendida e più che mai coesa Categoria, accoratamente narrato dal collega-giornalista Roberto Saporito (grazie di cuore anche a te, Roberto). Ringrazio anche Marco Scarpelli per la manifestazione di stima nei miei confronti pubblicata sul Quotidiano della Calabria. Finalmente l’intero Ordine dei Geologi della Calabria aveva mostrato dignitosamente i denti ed aveva fatto (forse per la prima volta) un magnifico gioco di squadra, smentendo clamorosamente le incaute affermazioni dell’assessore Incarnato.
• 8 gennaio 2007: tutte le considerazioni fin qui fatte sono state manifestate pubblicamente dal sottoscritto con una garbata lettera aperta indirizzata all’assessore Incarnato in un articolo apparso in prima pagina su Calabria Ora, che aveva dato ampio risalto alla stessa dedicandovi all’interno un’intera pagina. Con questo articolo avevo voluto dare un senso, verso l’esterno, alle mie “sacrificali” dimissioni, mirando (con la commovente complicità delle centinaia di Colleghi) ad attirare l’attenzione della pubblica opinione sull’ineludibilità degli studi geologici per debellare il rischio sismico in Calabria, e scrivendo testualmente all’assessore Incarnato: “LE ISTITUZIONI DEVONO COMPRENDERE CHE IL TERREMOTO SI PUÒ SCONFIGGERE ATTRAVERSO UNA DIFFUSA E STABILE PRESENZA DI GEOLOGI PRESSO GLI UFFICI REGIONALI, PROVINCIALI E COMUNALI PREPOSTI ALLA PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO CHE POSSANO, ANZI DEBBANO, VIGILARE SULLA RISPONDENZA DEI PROGETTI ALLA NORMATIVA ANTISISMICA E NON SOLO. Per esempio, se si prevedesse negli uffici tecnici di in ogni comune della Calabria, oltre la solita presenza del geometra, dell’ingegnere e dell’architetto, anche quella del GEOLOGO, le garantisco che il terremoto sarebbe solo un lontano ricordo”.
• La lettera aperta all’assessore iniziava a smuovere le coscienze. Un primo risultato era stato gia raggiunto: un consigliere del comune di Cosenza chiedeva ufficialmente al Sindaco di “inserire 1-2 Geologi in pianta organica”. La stessa strada poteva essere (perchè no?) seguita anche dalle altre centinaia di comuni calabresi afflitti dai rischi naturali... magari approfittando (vedi LSU, LPU, ecc....) in qualche modo dell’imminente flusso di fondi europei che stanno per inondare la regione, attraverso una qualche forma di possibili azioni strategiche ... da concordare magari proprio con l’assessore Incarnato. L’idea mi era stata suggerita da un amico ai vertici di una organizzazione sindacale regionale, da molti anni attivamente impegnato in azioni di questo genere.
3. La doccia fredda
• Proprio sul più bello, quando era stato avviato un processo che ritenevo estremamente proficuo per la Categoria, mentre mi trovavo tra la nebbia Milano (ero giunto per quei gravi motivi personali cui avevo testè accennato), il mattino di giovedì 11 gennaio sono inondato da una raffica di telefonate e di sms di Colleghi che mi annunciavano un fatto inaudito: erano rimasti allibiti nel leggere, sulla prima pagina di Calabria Ora il titolo “I Geologi scaricano Tansi ed aprono ad Incarnato”. Un amico e collega mi invia per e-mail l’articolo ... leggo qualcosa che per me ha dell’incredibile: le 10 persone che rappresentavano il consiglio dell’Ordine dei Geologi della Calabria, capeggiate dal presidente Paolo Cappadona, in palese contraddizione con le idee espresse e manifestatemi sia personalmente che pubblicamente dalla stragrande maggioranza dei Colleghi Geologi calabresi attraverso le centinaia di manifestazioni di solidarietà, “emanavano” un comunicato stampa in cui prendevano le distanze dal sottoscritto del quale non condividevano le azioni espresse verso l’assessore Incarnato ed affermavano testualmente “All’Assessore ai LL.PP. della Regione Calabria Luigi Incarnato riconosciamo opportuna sensibilità politica”!!!. Queste affermazioni sono condivisibili se giungono dai Consiglieri, dal Segretario e dal Tesoriere dell’Ordine dei Geologi della Calabria, ma ritengo che NON SIANO ASSOLUTAMENTE CONDIVISIBILI QUANDO ARRIVANO A FIRMA DEL PRESIDENTE PAOLO CAPPADONA CHE SOLO 7 GIORNI PRIMA AVEVA (NELLA PRIMA PAGINA DEL QUOTIDIANO CALABRIA ORA DEL 3 GENNAIO U.S.) PUBBLICAMENTE DENUNCIATO IN MODO CLAMOROSO ED INEQUIVOCABILE LE INADEMPIENZE DELL’ASSESSORE INCARNATO ASSOLUTAMENTE INSENSIBILE ALLE LETTERE INVIATEGLI DALLO STESSO PAOLO CAPPADONA NEL MAGGIO E NEL LUGLIO 2006!!! Il mitico Totò avrebbe detto “ma siamo Uomini o caporali?”.

4. Una riflessione
Alla luce di quanto accaduto, ho avuto la sensazione che il Presidente Cappadona abbia compiuto un clamoroso dietro-front, assumendo un atteggiamento di inquietante sudditanza nei confronti dell’assessore Luigi Incarnato, vanificando in un sol colpo (a mio modesto parere) le azioni condotte di concerto con la Categoria, proprio al momento culminante di un serrato confronto con le Istituzioni competenti.
A questo punto mi viene quasi naturale recitare un “mea culpa” quando mi tornano in mente gli argomenti dei componenti della lista che, prima delle elezioni per il rinnovo dell’Ordine regionale, paventavano “l’incompatibilità della carica di un presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria alle dirette dipendenze dell’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Calabria” (nella fattispecie rappresentato dall’assessore Incarnato). “Mea culpa” perchè il sottoscritto è stato, senza ombra di dubbio, il massimo sostenitore del Presidente Cappadona durante la campagna elettorale di un anno e mezzo fa.
A partire dal 18 gennaio u.s. il sottoscritto non riveste alcuna carica istituzionale nell’Ordine regionale poichè al suo posto è stato già nominato dal Consiglio il “primo dei non eletti” alle elezioni dell’ottobre 2005, il Collega Giulio Iovine.
Quindi, in questa serena condizione di “Iscritto” all’Ordine, credo di aver riflettuto con il necessario tempo sull’accaduto, per ritenere inopportuna la posizione di Cappadona per rappresentare un’intera Categoria che deve avere gli adeguati gradi di libertà per contrapporsi, senza vincolo alcuno, alle istituzioni competenti rappresentate, attualmente, in prevalenza dall’assessore Incarnato.
Sperando che il clamore mediatico suscitato dalla vicenda induca l’assessore Incarnato a prendere un qualche provvedimento (anche “di facciata”) a favore della Categoria, almeno per salvargli l’immagine, auguro agli amici Consiglieri di continuare ad impegnarsi nella loro qualificata azione al servizio della Categoria, azione che il sottoscritto aveva condiviso nella programmazione dell’attività del Consiglio per il quadriennio 2005-2009 dato che si era energicamente impegnato per l’istituzione e il coordinamento dell’attività delle varie Commissioni di lavoro che hanno portato ai risultati apprezzati da molti Iscritti.
Un sincero abbraccio ed un sentito ringraziamento a tutti i Colleghi.
Cosenza, 30 Gennaio 2007