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Iscritto: Apr 2005
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Cari signori miei,
la questione è sempre la stessa. Mentre siamo qui a grattarci la testa su quale sia la legge da applicare, la realtà dei fatti è che pochi hanno le autorizzazioni/concessioni/notifiche in regole. Direi che, specialmente dalle mie parti, i pozzi in regole sono la minima parte. Prendiamo il caso degl'agricoltori di vigneti. Nel chietino, ogni agricoltore ha almeno un pozzo. Alcuni, che hanno i terreni sparsi qua e la, ne hanno più di uno. D'estate, quando iniziano ad irrigare, possono lasciare le pompe accese per 24 ore al giorni, per diverse settimane. UN mio amico, che ha 10 ettari a vigneti, accende la pompa ad inizio luglio e la spegne a fine agosto (nel vero senso della parola) perchè mette i diversi appezzamenti a rotazione durante l'irrigazione. Ha una pompa da 60l/min che totalizzano 220m3/gr. Ora, a me non sembra che questo sia un pozzo ad uso domestico ... Eppure, lo stato non ha nessun record di questo pozzo. Una tale quantità, quando moltiplicata per il numero di agricoltori nel chietino arriva ad un quantitativo di acqua pompata davvero stratosferico. La Coldiretti Abruzzo parla di almeno 20.000 viticoltori (associati in cantine sociali quindi ci sono anche i produttori privati che hanno generalmente appezzamenti significativi ...). Voglio scontare la cifra del 50% .. quindi ci sono circa 10.000 pozzi "per uso domestico" solo in Abruzzo.
L'anno scorso un mio amico agricoltore mi disse " sai che da quando ho il pozzo (15 anni) la resa è diminuita di anno in anno? Sono due anni che la pompa si spegne perchè si scopre". Ora, posso capire che la resa del pozzo è andata diminuendo per insabbiamento, occlusione dei filtri, ecc. ma non credete che ci sia anche un significativo impatto sulla falda? Mi auguro che si metterà mano a questo problema. Se è vero che il cambiamento climatico globale sposterà le zone temperate verso nord, l'Italia affronterà un calo delle precipitazioni medie con il passare degl'anni , quindi meno ricariche delle falde. Accoppiato con il sovrasfruttamento delle falde, ci troveremo davvero nei guai in futuro ...
Mi chiedo dove stanno gl'organi di controllo. Che cavolo fanno le varie ARTA/ARPA/Genii Civili, ecc.? Se non si inizia a sensibilizzare, ad educare la gente possiamo stare qui ad grattarci la testa all'infinito su quale sia la legge X o Y da applicare ...
Buona domenica.
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Iscritto: Apr 2000
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il problema verrà risolto dal mutamento climatico e dall'insalinamento delle falde,molti pozzi diventeranno in compenso un modo economico per smaltire rifiuti liquidi di vario genere,pensate allo scenario più nero e sappiate che le cose andranno peggio,dispiace dirlo ma la gente che usa le acque dei pozzi nella stragrande maggioranza dei casi non capisce niente,vuole solo che quando accende la pompa esca acqua per irrigare,l'unico modo per risolvere il problema dei pozzi abusivi o senza contalitri sarebbe lanciarvi dentro un candelotto ogni volta che se ne trova uno,non credo che sia fattibile in italia
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Iscritto: Jan 2004
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Originariamente inviato da geotux: Cari signori miei,
la questione è sempre la stessa. Mentre siamo qui a grattarci la testa su quale sia la legge da applicare, la realtà dei fatti è che pochi hanno le autorizzazioni/concessioni/notifiche in regole. Direi che, specialmente dalle mie parti, i pozzi in regole sono la minima parte. Prendiamo il caso degl'agricoltori di vigneti. Nel chietino, ogni agricoltore ha almeno un pozzo. Alcuni, che hanno i terreni sparsi qua e la, ne hanno più di uno. D'estate, quando iniziano ad irrigare, possono lasciare le pompe accese per 24 ore al giorni, per diverse settimane. UN mio amico, che ha 10 ettari a vigneti, accende la pompa ad inizio luglio e la spegne a fine agosto (nel vero senso della parola) perchè mette i diversi appezzamenti a rotazione durante l'irrigazione. Ha una pompa da 60l/min che totalizzano 220m3/gr. Ora, a me non sembra che questo sia un pozzo ad uso domestico ... Eppure, lo stato non ha nessun record di questo pozzo. Una tale quantità, quando moltiplicata per il numero di agricoltori nel chietino arriva ad un quantitativo di acqua pompata davvero stratosferico. La Coldiretti Abruzzo parla di almeno 20.000 viticoltori (associati in cantine sociali quindi ci sono anche i produttori privati che hanno generalmente appezzamenti significativi ...). Voglio scontare la cifra del 50% .. quindi ci sono circa 10.000 pozzi "per uso domestico" solo in Abruzzo.
L'anno scorso un mio amico agricoltore mi disse " sai che da quando ho il pozzo (15 anni) la resa è diminuita di anno in anno? Sono due anni che la pompa si spegne perchè si scopre". Ora, posso capire che la resa del pozzo è andata diminuendo per insabbiamento, occlusione dei filtri, ecc. ma non credete che ci sia anche un significativo impatto sulla falda? Mi auguro che si metterà mano a questo problema. Se è vero che il cambiamento climatico globale sposterà le zone temperate verso nord, l'Italia affronterà un calo delle precipitazioni medie con il passare degl'anni , quindi meno ricariche delle falde. Accoppiato con il sovrasfruttamento delle falde, ci troveremo davvero nei guai in futuro ...
Mi chiedo dove stanno gl'organi di controllo. Che cavolo fanno le varie ARTA/ARPA/Genii Civili, ecc.? Se non si inizia a sensibilizzare, ad educare la gente possiamo stare qui ad grattarci la testa all'infinito su quale sia la legge X o Y da applicare ...
Buona domenica. Geotux, pur condividendo il tuo post, occorre considerare che l'agricoltura in Italia è sempre stata bistrattata. Ovviamente non conosco la situazione che c'è dalle tue parti, ma credo di conoscere abbastanza quello che accade nella mia regione; i "contadini", o meglio gli imprenditori agricoli, giacchè tale figura è ormai sparita dalla circolazione, esistente se non in casi eccezionali, soffrono dell'insufficienza politica di chi governa, della scarsa tutela dei loro prodotti, seppur di qualità, ed inoltre ci si mette pure il problema "acqua", necessaria alla conduzione del fondo, con consorzi irrigui per la maggior parte dei casi esistenti solo sulla carta, o con risorse, mezzi e personale insufficienti a garantire i vari turni di irrigazione; l'apoteosi tali enti consortili la raggiungono quando a seguito di richiesta di concessione di acque ad uso irriguo presso gli enti competenti da parte di privati, il consorzio risponde negativamente perchè l'area appartiene ed è inserita nell'area "servita" dal consorzio stesso: piccolo particolare da considerare....è vero che l'area è "servita" dal consorzio, ma di fatto manca tutta la rete di distribuzione!!!! I vari enti preposti poi non hanno nemmeno un "potere" per poter controllare eventuali prelievi e scavi abusivi, se non dietro denuncia o interventi da parte di autorità..... In questo marasma quindi i "furbi" continueranno a fare ciò che vorranno, e chi vuole essere in regola, al solito, lo prenderà in ..... Ciao e buona domenica P.S.: forse hai commesso un errore sei sicuro che siano 220mc/gr? (inteso mc/giorno?). Ciao
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Geotux la situazione in Abruzzo credo di averla inquadrata bene, se vuoi saperne di più scrivimi alla casella di posta elettronica. Probabilmente ci conosciamo e ti garantisco che la situazione sta peggiorando. C'è chi sta preparndo un regolamento in merito senza saperne nulla di idrogeologia. I controlli non si riescono a fare fin quando non si istituiscono servizi preposti. C'è chi si vanta di ribadire che l'Abruzzo è la Regione verde, dei parchi, dell'acqua ecc. e poi sono gli stessi che accettano un terzo traforo sul Gran Sasso o il trasferimento dell'acqua in Puglia...... non regolamentano le derivazioni......non eseguono i controlli e in tanto si chiede lo stato di calamità per crisi idrica al Governo centrale. Io sto cercando di dare il mio piccolo contributo con tutta la buona volontà ma trovo molti ostacoli dettati in buona parte dall'ignoranza. Vediamo se facendo un passo piccolo alla volta si reisce a fare qualche progresso, la così detta politica dei picooli passi. Dovremmo sentirci più spesso professionisti e dipendenti pubblici, in modo da vedere se si possono applicare strategie comuni, nell'interesse della categoria che guarda caso coincide con l'interesse di tutti i cittadini. L'Ordine regionale credo e spero che a breve ci convochi per questo.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: Apr 2005
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Caro grannisi.
Posso definire i miei nonni dei contadini che usavano le mani nell'agricoltura di 50 anni fa. Non certo i mie amici che sono in realtà imprenditori a tutti gl'effetti e come tali devono stare alle stesse regole di tutti gli altri imprenditori italiani. Basta lamentele! Ci sono "contadini" che hanno usato la testa e hanno fatto dei vini di eccellente qualità, a €20 a bottiglia. Esportano i loro prodotti in tutto il mondo e fanno soldi a palate. Questo è il futuro dei "contadini" italiani. I vigneti a 300 quintali a ettaro lasciamoli fare all'Argentina, all'Australia e lasciamo vendere le bottigli a 2 euro a loro. L'Italia deve puntare alla qualità in tutti i settori. I mercati medio bassi sono per il nuovo mondo e la Cina. Le realtà delle cantine sociali andavano bene nel dopo guerra. Adesso è finita!! Quelli che si lamentano sono coloro che insistono con queste economie non liberali e super incentivate. Se non riusciamo a capire questo, la nostra industria tessile, la nostra agricoltura di qualità, la nostra industria meccanica di precisione, vanno a finire nella toilet.
Saluti.
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Iscritto: Jan 2004
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Originariamente inviato da geotux: Caro grannisi.
Posso definire i miei nonni dei contadini che usavano le mani nell'agricoltura di 50 anni fa. Non certo i mie amici che sono in realtà imprenditori a tutti gl'effetti e come tali devono stare alle stesse regole di tutti gli altri imprenditori italiani. Basta lamentele! Ci sono "contadini" che hanno usato la testa e hanno fatto dei vini di eccellente qualità, a €20 a bottiglia. Esportano i loro prodotti in tutto il mondo e fanno soldi a palate. Questo è il futuro dei "contadini" italiani. I vigneti a 300 quintali a ettaro lasciamoli fare all'Argentina, all'Australia e lasciamo vendere le bottigli a 2 euro a loro. L'Italia deve puntare alla qualità in tutti i settori. I mercati medio bassi sono per il nuovo mondo e la Cina. Le realtà delle cantine sociali andavano bene nel dopo guerra. Adesso è finita!! Quelli che si lamentano sono coloro che insistono con queste economie non liberali e super incentivate. Se non riusciamo a capire questo, la nostra industria tessile, la nostra agricoltura di qualità, la nostra industria meccanica di precisione, vanno a finire nella toilet.
Saluti. Caro geotux, con il vino si fanno anche le migliori truffe....specie con quello da 20€ a bottiglia..  .se ne occupò tempo fa anche la trasmissione Report... Ciao
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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salve quale procedura che si deve seguire o qual'è l'ufficio competente x la denuncia dei pozzi...
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