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Ultimamente si è spesso parlato di ETICA PROFESSIONALE.
Una prima volta è successo quando è stato varato il decreto Bersani che a detta di molti minerebbe, con la liberalizzazione delle tariffe, la dignità professionale e di conseguenza l'ETICA PROFESSIONALE.
Una seconda volta è successo quando, a seguito del Decreto Bersani, i vari Ordini professionali hanno dovuto rivedere i loro codici deontologici la cui funzione è appunto stabilire i principi morali ( = ETICA PROFESSIONALE) che regolano i comportamenti del singolo professionista nei confronti della collettività nella quale opera.
L'art. 4 del nostro Codice Deontologico recita che [..]Il geologo deve improntare il proprio comportamento, anche nei rapporti con professionisti di altre categorie, ai princìpi di probità , dignità [..].
PROBITA' = onesta, rettitudine
DIGNITA' = condizione di onorabilità e di nobiltà morale che deriva all'uomo dalle sue qualità intrinseche o da meriti particolari
Sempre più spesso invece si constata che una nota di merito è considerata tra i professionisti (e spesso tra i committenti) l'esatto contrario, quello che nel linguaggio da strada si è soliti definire "l'esser figlio di buona madre" nell'accezione più negativa del termine: fregare il prossimo, sia un collega sia un committente, è visto come un vanto, una dote fondamentale per fare libera professione senza la quale non si può andare avanti.
Tale atteggiamento, molto diffuso, alla fine crea un'ambiente invivibile in cui le stesse persone che fregano non vivono bene perchè vengono a loro volta fregate e quando questo non succede stanno comunque perennemente in allerta per prevenire ogni eventuale fregatura.
Si assiste così ad una sorta di isolamento collettivo in cui tutti camminano radenti ai muri per evitare brutte sorprese.
Ma veramente siamo convinti che questa è la via giusta per fare la libera professione ?
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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