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Cari colleghi nell' aver sollevato il problema relativo alla necessità di difendere la professione del geologo mediante la costituzione di un comitato,sono oggi ancor più convinto di non aver fatto una cosa tanto stupida. Dopo avere con lucidità analizzato i vari codici sviluppati di recente nel mondo,un professore di ricerca del calibro di G.Geoffrey Meyerhoff(Evolution of safety factors and geotchnical limit state design ,1994)ammette: "the most important problem remains the determination of the in-situ soil strength". Le successive pubblicazioni in materia in sostanza non cambiano la musica, anzi si può mettere in evidenza quanto ci sia bisogno di laciar lavorare bene il geologo: la statistica per essere realistica deve essere correttamente applicata a "soil unit" apparentemente omogenea altrimenti salta ogni reale significato del valore dell' incertezza. Poca cosa,peccato che su questo ruota tutta la base teorica dei nuovi codici di calcolo(LRFD,RBD)! A me viene il dubbio che nell' averci tagliato fuori dalla geotecnica gli ingegneri si siano tirati la zappa sui piedi e a voi no?
Orazio Paini
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Iscritto: Dec 2004
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Orazio ma cosa dici mai, ma se il nostro Lider Maximo è uno strenuo difensore del DM 159/05 !! 
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Iscritto: Jun 2006
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Quindi ha risolto il problema che lui stesso si è posto con la modellazione geologica privata del supporto diretto dell' indagine geotecnica in sito! Vale a dire una modellazione priva dei dati geologici forniti da un SPT (che è anche un campionamento)e da Rp/Rl del CPT(che è anche un indicatore litologico),cioè di indispensabili strumenti di sintesi diretta fra caratteristiche meccaniche e geologiche,quella che in definitiva ci serve per individuare il dominio (o insieme)all' interno del quale definire realisticamente l'incertezza probabilistica nella determinazione del dato geotecnico . Il problema è quello che lui stesso ha posto ed è stato risolto in qualche pubblicazione?
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Iscritto: Aug 2001
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Il primo a darci ragione è stato Terzaghi nell'introduzione al "Soil Mechanics"
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Iscritto: Oct 2001
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Forse sarò all'antica, ma penso che dobbiamo meglio riflettere sul concetto di caso e necessità. Comunque la si metta e qualunque caratterizzazione fisico-meccanica si esegua,anche se fitta o fittissima e "statisticamente" ben distribuita, siamo sicuri che potrà da sola bastare per una modellazione significativa? (domanda retorica perchè per me la risposta è no). Comunque la si veda la quantità e la "qualità intrinseca" dei dati se trattati asetticamene ci costringono ad un determinismo che francamente mi va stretto. Credo invece che il "modello", almeno nelle sue linee guida, debba essere formato nella nostra testa da altre sensibilità, più specificatamente geologiche e che se i numeri non ci danno ragione, prima di assecondare il modello ai numeri mi debba chiedere se li ho cercati nel modo giusto. Altrimenti per quanto raffinata sia la loro elaborazione (approccio statistico-probabilistico) sarà sempre viziato e le conclusioni illusorie. Vogliamo parlare delle progettazioni geotecnicamente perfette ma fallaci nella realtà? Resterò sempre dell'idea che il Geologo debba avere un approccio più direttamente correlato con le proprie specificità; sfruttando quelle conoscenze specifiche che gli derivano. Per esempio, ammesso e non concesso che tutte le prove di cui dispongo diano la possibilità di elaborare un modello raffinatissimo e ben calibrato; ebbene, questo modello sarà ancora valido fra 10-20-30 anni? Ovvero la funzione tempo dove la mettiamo nell'elaborazione statistica dei dati. Non corriamo il rischio di rincorrere i modelli deterministici tipici di una visione immobile della realtà. Appropriamoci invece definitivamente anche nei piccoli problemi applicativi della capacità di considerare l'ambiente con una visione in divenire. Altrimenti rincorreremo sempre più una perfezione modellistica che non esiste. Ciao, Oscar.
oscar moretti
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Caro Oscar sono d'accordo con te perfettamente! Il bello è che continuo a leggere pubblicazioni di ingegneri che ammettono sempre la stessa cosa: le incertezze inerenti le "soil properties" giocano un ruolo dominante rispetto a quelle inerenti i carichi e i materiali da costruzione. Mi stanno però diventando i capelli dritti nell' intuire come la"spatial variability of soil properties can be modeled as stationary random field" (JCSS-Cl,Soil properties,2002).Speriamo bene non mi venga un colpo! Ciao Orazio
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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