Onestamente faccio fatica a capire gli interventi di Essemario e di Menna: Essemario, proprio, non l'ho capito e Menna, prendendo alla lettera le mie parole, mi addita come uno che consiglia comportamenti disonesti, senza sforzarsi di capire la “filosofia” che sta dietro a quello da me detto.
Penso, comunque, che Sara saprà svolgere benissimo il suo lavoro, senza bisogno di tanti consigli che poi, tutto sommato, lasciano il tempo che trovano. E' una donna e la determinazione che caratterizza tutte le donne quando si mettono in testa di raggiungere un obiettivo, l'aiuterà certamente.
Sul tempo libero vorrei dire questo. Quando lavoravo ad Alessandria ero Field Engineer, si lavorava sei giorni su sette avendo il venerdì libero. Come passavo un giorno intero? Molte volte ritornavo in cantiere e lavoravo, altre volte uscivo per una passeggiata in Alessandria e poi passavo il resto della giornata a leggere, altre volte, invece, poiché avevamo a disposizione un bus guidato da un autista egiziano, si organizzava visite a Giza, Saqqara, museo del Cairo ecc., pagando lo straordinario all'autista. Quando lavoravo a Suez ero Advisor , si lavorava quattro giorni su sette; il venerdì, il sabato, e la domenica si faceva festa. Vivevo in appartamento con affitto pagato e disponevo di un consistente mensile in moneta locale, è logico che spendevo il tempo libero per conoscere il paese che mi ospitava. Domanda, è questo un modo di essere italiano?

Saluti / Ridolfi