Collegandomi al discorso di Vorlicek e altri colleghi, personalmente, con una certa distorsione personale, mi è balzata all'occhio la seguente frase:
Ma se invece del buono avessimo raggiunto una pietra?", dico io, "non sara' il caso di fare un po' di analisi di perturbazioni locali con un altro buco li' vicino?"
"Analisi di perturbazioni locali": ovverossia fluttuazioni statistiche della variabile aleatoria resistenza del terreno; chi parla/scrive ha sintetizzato i problemi relativi allo studio dei campi aleatori e processi aleatori derivanti dalle verticali di prova e dalle variazioni delal resistenza che si riscontrano anceh in strati omogenei.
Era un dato anomalo, un outlier il cui valore non può essere contemplato perchè non rappresentativo della grandezza da misurare (la resistenza del suolo), o uno strato caratterizzato da maggiore resistenza la cui presenza influenza sigificativamente il modello geotecnico?
Il geologo avrebbe potuto rispondere che uno studio approfondito delle perturbazioni locali avrebbe richiesto un maggior numero di verticali, con un proporzionale incremento del costo dell'indagine. La risposta pratica resa, invece, implicava che, dato che il sito doveva essere escavato, e ciò avrebbe condotto ad una conoscenza deterministica e non probabilistica del litotipo incontrato, sarebbe stato superfluo aggiungere qualcosa all'onere del committente.
Voglio immaginere che il geologo conoscesse l'intervento in progetto, i rischi relativi e che la sua risposta è risultata in una ottimizzazione dei costi in relazione alle caratteristiche del progetto e del sito, magari già noto da conoscenza a priori nell'area.
In conclusione, l'episodio che superficialmente potrebbe essere interpretato come denigratorio per la nostra professione, potrebbe anche al contrario evidenziare una capacità intuitiva di noi geologi di considerare le incertezze e le variabilità del sottosuolo e di riuscire a fornire un servizio ottimale ed equilibrato dal punto di vista del compromesso costo dell'indagine/ quantità di informazioni ricavate.