Ciao a tutti, condivido ovviamente cio' che sostiene Cascone, purtroppo sono poche le persone che sono veramente professionali, specie in Italia, dove non esiste la meritocrazia, ma e'spesso presente il furbetto o meglio il disonesto, che tramite conoscenze varie si prede il lavoro e con qualche centinaio di euro fa' una relazione geologico-tecnica senza prove e dati reali.
I professionisti seri, e questo vale in tutti i campi, non sono molti e questo e' anche colpa del sistema italiano.

Per GAIO:

1) Siccome il mondo del lavoro richiede sempre piu' tecnici specializzati, il geologo applicato deve diventare secodo me un tecnico-ingegnere con basi naturalistiche. Se il geologo, come molti sostengono, deve rimanere un "geologo naturalista", benissimo, ma a questo punto non dovrebbe mettersi a redigere relazioni geotecniche, calcoli di stabilita' dei versanti, fondazioni e idraulica, o altro.
Ripeto, il fatto che poi molti geologi per passione e necessita' si mettano a studiare materie ingegneristiche e' la dimostrazione che occorre aggiungere al nostro background di base delle materie ingegneristiche, e questo non vuol dire essere tuttologi,semmai e' l'esatto contrario,anche perche' all'estero c'e' una tendenza a formare dei tecnici specializzati.

2)Per quanto riguarda l'esame di Stato, forse non sono stato chiaro. Intendevo dire che che si puo' diventare geologi abilitati senza dover svolgere un tema di geologia applicata, quindi un geologo puo' aprirsi uno studio senza sapere nulla di geotecnica e altro.

3) Al contrario di quanto tu sostieni, gli studi associati nel Nord America hanno delle figure professionali molto preparate (spesso con un Phd).Voglio precisare che prendere una specializzazione post-laurea (Master o Phd) e' molto piu' impegnativo e serio che in Italia. Questo non vuol dire che i professionisti americani o di altri paesisi siano piu' bravi.
Ad esempio, per diventare un libero professionista negli Usa devi dare + esami e se per esempio vuoi lavorare in California devi sostenere o comunque saper progettare in zona sismica. Non mi risulta che si possa diventare ingegnere con i punti della "miralanza" anzi quelli che escono da molte universita' prestigiose (vale non solo per il Nord America ma per altri Paesi, vedi Nord Europa) hanno una preparazione tecnica notevole e escono gia' preparati per il mondo del lavoro. Ogni tanto ho l'impressione che noi italiani ci confrontiamo poco con le realta'di altri paesi considerandoci a volte superiori.

Leggo spesso sul sito discussioni a non finire su chi dovrebbe fare la relazione geotecnica o se il geologo puo' redigere dei calcoli sulle fondazioni, ecc., ma a me sembra che noi geologi spesso ci addentriamo in un campo che e' sempre stato, sino a pochi anni fa', di competetenza ingegneristica. Al contrario servirebbe un tecnico (chiamatelo geologo applicato o Engineering geologist)con visione naturalistica ma capace di fare dei calcoli da ingegnere. Certamente molti di voi sono diventati degli ottimisti professionisti, piu' capaci di tanti ingegneri,ma dopo anni di esperienza e studio di nuove materie, ma comunque partiamo sempre svantaggiati rispetto agli ingegneri. Quante volte si vedono relazioni geologico-tecniche con molte pagine sulla storia geologica della zona, qualche pagina con prove penetrometriche (DL030) e 1 pagina generica con pochi calcoli e qualche commento generico sulle prove!!!!

Dal mio modesto punto di vista, come ho gia' ribadito, occorre migliorare di molto la preparazione tecnica e far crescere la professione del geologo attivandosi, nelle sedi opportune, e cercando una collaborazione attiva tra ingegnere e geologo. Continuare a sostenere quello che noi possiamo fare e loro no, non ci porta da nessuna parte.

Potro' sembrare polemico verso la categoria, ma siccome a me piace questa professione, vorrei che alcune cose cambiassero, per non rischiare che la figura del geologo-applicato venga ridimensioanata sempre piu'.