Un committente privato per adempiere a quanto richiestogli da una delibera mi incarica di redigere un “formale” studio di compatibilità geologica per uno svincolo dell’edificio dove dovrebbe risiedere.
Da una mia valutazione preliminare, deduco che il caso in questione non m’avrebbe richiesto molte giornate di lavoro e che non sarebbero occorse indagini in sito.
Tutta la pratica è in mano ad un geometra, ma la parte geologica, non essendo di sua competenza, viene affidata a me (geologo) dal committente.
A distanza di due giorni dall’affidamento dell’incarico, dove sono riuscito a fare già un sopralluogo, procurato le prime documentazioni utili e iniziato a studiarmi il caso, chiamo questo tecnico, perchè voglio chiedergli alcuni elementi che mi occorrevano per la mia mansione. Di tutta risposta mi informa che la dichiarazione di compatibilità geologica, d’accordo col Comune, LA FARA’ LUI, inserendola nel suo lavoro, essendo il caso in questione, a detta sua, “di modesto rilievo” e che quindi, sempre a detta sua (e del Comune, a quanto pare), interpellare (e pagare) un geologo per tale “esiguo” lavoro “è troppo”...
Che faccio?