Dott.Cascone, leggo con attenzione le Sue note e ne apprezzo i tentativi che compie per dare un’impronta impronta culturale agli interventi dei colleghi sulle problematiche della nostra professione. Ho avuto il piacere d’incontrarLa a Matera e chiarire, sia pure per pochi minuti, alcuni argomenti che avevamo affrontato su questo Forum. Ne ho tratto un giudizio positivo e perciò mi permetto di dirLe, senza che se ne abbia a male, che troppo spesso si affida alla “vis polemica” sfiora il problema ma non entra nel vivo delle questioni. Mi spiego meglio.
Lei si meraviglia di: a) che l’Ordine degli Architetti di Roma si è dissociato dal documento del CUP sulla riforma delle professioni e b) che al Congresso di Matera erano assenti le rappresentanze delle Istituzioni e del mondo politico.
Perché si meraviglia? Non lo sarebbe se conoscesse che cosa è il CUP, quali le sue origini e la sua storia remota e recente. All’inizio era il “Comitato dei Presidenti degli Ordini” con lo scopo di gestire il patrimonio immobiliare di un grande palazzo nel centro storico di Roma (Via Sicilia) che era la sede della disciolta Corporazione delle Professioni di fascista memoria. Di fatto era una diarchia retta dal Dott.E.Parodi (Medici) e Dott. Leopardi (Farmacisti). Poiché il palazzo di Via Sicilia era appartenuto alla defunta Corporazione fascista, di natura sindacale, alla fine degni anni ’70, con sentenza del CdS, anche la CONSILP fu ammessa alla ripartizione della rendita maturata del patrimonio immobiliare. Il CUP, che poi ha assunto la denominazione di “Comitato Unitario delle Professioni” (mantenendo lo stesso acronimo), non aveva allora, come non ha oggi, nessuna veste giuridica. E’ un gruppo verticistico (i Presidenti degli Ordini) con nessuna autorità di rappresentanza (come peraltro gli Ordini) il cui unico scopo è sostanzialmente e unicamente teso al mantenimento e al rafforzamento del potere dei vari C.N. Privo di veste giuridica il CUP pretende di rappresentare monocraticamente le posizioni dell’universo professionale (spesso in contrasto con i reale interessi dei liberi professionisti) e quindi trova l’opposizione anche di parecchi Ordini territoriali ai quali compete, per di più, l’onere del sostentamento economico.
Le associazioni sindacali dei liberi professionisti sono fermamente contrari al CUP e ai suoi documenti in materia di riforma del sistema ordinistico.
Lei si meraviglia dell’assenza dei “politici”. Ma non si era già accorto che i nostri organi esponenziali territoriali (leggi gli OO.RR.) non sono capaci di esercitare verso le Istituzioni le necessarie azioni di tutela della professione? Non aveva già denunciato, Lei stesso, l’inerzia delle istituzioni professionali? Nella circostanza il Consiglio della Basilicata, nelle funzioni di organizzatore della manifestazione, non è riuscito a fare intervenire neppure le Istituzioni territoriali (Regione, Provincia, Comune) a riprova dell’assoluta mancanza di raccordo con il mondo politico e sotto questo importante aspetto il XIII Congresso Nazionale si è rivelato il grande flop. Ma lo è stato anche sul piano organizzativo, del programma dei lavori, della discussione, della partecipazione.
Primo flop: la scelta della sede congressuale non poteva essere più infelice. Matera è una stupenda testimonianza del nostro passato di cultura e di civiltà ma assolutamente non idonea per una manifestazione che nelle intenzioni doveva accogliere qualche migliaio di persone e di personalità. Era lontana, di difficile avvicinamento. Nessuna meraviglia, quindi, se i rappresentanti delle Istituzioni abbiano disertato in massa (e, al riguardo, Lei indirizza maliziosamente una lettera al Ministro Di Pietro)
Altri flop: gestione del Congresso, andamento dei lavori, contenuto delle mozioni, risultati conclusivi, partecipazione dei Geologi. Lei, che è stato tra i partecipanti, non si è accorto che il Congresso era aperto ai “delegati” regionali che, guarda caso, erano i consiglieri degli OO.RR.? Vale a dire che se la sono suonata e cantata con buona pace del democratico dibattito e l’andamento dei lavori si è articolato all’insegna delle invettive di alcuni tra i delegati più in vista contro il CNG senza però motivazioni sostanziali o proposizioni innovative. Lei ha avuto l’opportunità di leggere le mozioni: non si meraviglia della pochezza dei contenuti, oltre al vilipendio della lingua italiana? Niente che, in qualche modo, possa essere riconducibile a una possibile e attuabile strategia politica a “tutela della professione”.
Infine, su Forum tanti Colleghi esprimono severe critiche verso il CNG e gli OO.RR. e denunciano la scarsa o nessuna attenzione verso gli iscritti estranei alle decisioni che coinvolgono l’intera Categoria. Osservo che ante Congresso sembrava che a Matera si schierassero le truppe di assalto. Ma a Matera c’erano soltanto poche persone e tutte mute! Dove stavano i contestatori? Non Le pare che ci sia molto da riflettere se, al momento della chiamata a raccolta, nessuno risponde all’appello?
Cordialmente
Andrea Maniscalco