Egregio Presidente
dott. Maniscalco
avendo avuto, parimenti alla mia persona, un'opinione analoga sulla Sua dall'incontro a Matera accetto di buon grado le Sue osservazioni permettendomi alcuni chiarimenti dovuti.
PREMESSA:
la mia meraviglia era, ovviamente, retorica avendo capito già da tempo quale fosse lo spirito che anima il CUP.
Essendo marito di un avvocato leggo spesso il mensile "Modello 5", realizzato in collaborazione con la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, dove si è discettato (mi perdoni il furto linguistico) molto sul Decreto Bersani anche in nome del CUP
Leggo con soddisfazione che le osservazioni postate da me sul Congresso di Matera in altri trhead di questo forum sono abbondantemente riprese dal Suo post.
Come ho già discusso con Lei a Matera sicuramente i modi con i quali le nostre rappresentanze istituzionali si sono rapportate all'attuale Governo (vedi per tutte l'intervento del Presidente De Paola a Ballarò nell'Ottobre scorso) non hanno mostrato intelligenza dialettica e quindi, consequenzialmente, capacità operativa.
Il Congresso di Matera, come ho già postato in altri trhead di questo forum, ha ampiamente confermato, semmai ce ne fosse stato bisogno, l'assoluta mancanza di volontà di concertazione da parte del CNG con i vari OO RR nonchè della base dei geologi e questo in barba alle critiche fatte dallo stesso CNG al Governo per gli stessi motivi.
Purtroppo tale posizione oligarchica del CNG, confermata a Matera, è strettamente legata alla strafottenza della base dei geologi che come giustamente Lei osserva "su Forum tanti Colleghi esprimono severe critiche verso il CNG e gli OO.RR. e denunciano la scarsa o nessuna attenzione verso gli iscritti estranei alle decisioni che coinvolgono l’intera Categoria. Osservo che ante Congresso sembrava che a Matera si schierassero le truppe di assalto. Ma a Matera c’erano soltanto poche persone e tutte mute! Dove stavano i contestatori"
Queste persone, a ben vedere, sono le stesse che hanno rovinato e continuano a rovinare la professione non avendo alcuna dignità prima di uomini e poi di professionisti, firmandosi con nickname e non avendo il coraggio (mancanza di attributi) di presenziare ad un contraddittorio nemmeno quando questo è organizzato informalmente fuori dai contesti istituzionali soprattutto se si teme la presenza di persone di rappresentanza (CNG e OO RR).
Lei mi chiede se c'è molto da riflettere se, al momento della chiamata a raccolta, nessuno risponde allappello.
Nonostante qualche stolto miope pensa che fare filosofia/poesia sia in antagonismo alla pragmaticità, Le rispondo con una poesia di Kipling che considero il mio manifesto di vita:
Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;
se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso
trattando quei due impostori allo stesso modo
se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;
se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro!";
se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!
Alessandro Cascone