Grazie a tutti per il contributo e i consigli.
Sono totalmente disorientato.
Suona ipocrita e un po' beffardo sentirla chiamare "libera" professione quando, per lavorare, bisogna affrancarsi "amici" e "amici degli amici".
Quando sento che di 10 iscritti all'Albo, 1 o 2 al massimo, prosegue nell'attività professionale, mi prende lo sconforto totale.
Quando leggo che l'assessore è geologo e il figlio dirige il laboratorio geotecnico e il comune paga 6.000 euro/mese per prove geotecniche al suddetto laboratorio (e nessuno osa mettersi in concorrenza, anche avendo la tessera di un partito avversario) lo sconforto aumenta.
Quando sento un amico che da 4 anni collabora con uno studio e da uno riesce a portare a casa 600 euro al mese, con orari di 10-11 ore al giorno, mi domando se bastano pazienza, competenza, cultura e cosa sia questa "predisposizione caratteriale" se quando arrivi ad una certa età e vuoi la tua indipendenza ti rendi conto che vive meglio un cassaintegrato che, con rispetto parlando, ha preso a fatica la licenzia media inferiore.
Questi sono stati i miei contatti col mondo della "libera" professione:
1) (dopo una settimana di "aiuto") "Appena hai passato l'esame di stato te ne vai fuori";
2) "I tuoi compiti sono: fare fotocopie, rispondere al telefono, gestire il sito dello studio" ("Noi adesso usciamo, ci andiamo a mangiare una pizza. Tu stai qua.");
3) "Devi andare un giorno sì e uno no negli uffici comunali ed essere gentile con gli assessori e gli impiegati presenti invitandoli a "provare" il nostro studio".
E potrei proseguire...
Ora, molti di voi mi diranno che non ho la "predisposizione caratteriale", che la libera professione non si tenta ma si "fa", che sono stato solo sfortunato perchè invece sono tutti gentili e disponibili (e non sfruttano i neolaureati), che un bravo geologo è un "self made man" che si fa 10 anni di gavetta senza protestare, ecc.
Io, purtroppo, sono MOLTO MOLTO perplesso e un po' deluso.
Mi scuso per la lunghezza.
Di nuovo grazie a tutti.