Il Geol.Cascone ha riaperto la discussione sulle N.T. Come di consueto, anziché riflettere sui fatti e dare concreti contributi all’approfondimento della questione tanti rispondono lasciandosi andare a sterili quanto inopportune e oziose polemiche.
Occorre una precisazione, doverosa da parte di chi è a conoscenza dei fatti: nel C.S. dei LL.PP. l’impegno Di De Paola non è sufficiente; occorrono i numeri perché quando si approva un documento valgono i voti di maggioranza e 1 contro tanti resta sempre minoranza! Il C.S. dei LL.PP. è da sempre ostico verso i Geologi e lo è malgrado sentenze emesse da vari TAR e dal Consiglio di Stato che riconoscono le competenze professionali dei Geologi nel campo delle OO.PP. e non solo.
Invito quindi quei Colleghi, che sempre sono pronti alla critica, a smetterla di farfugliare slogan del tipo …”bisogna fare”… “bisogna far capire”… ecc ma a prendere i temi proposti alla discussione con maggiore serietà per dare il fattivo e concreto contributo di idee.
Ciò premesso, osservo che il Geol.Cascone rimane convinto che le N.T. siano una ulteriore “mazzata sul collo dei Geologi”. Innanzi tutto gli pongo una domanda: ritiene veramente che tutti i Geologi abbiano capacità, abilità e competenza in materia di Geotecnica? E aggiungo: è assolutamente certo che le N.T. siano uno scippo alla professionalità dei Geologi?
Sinceramente la mia esperienza mi porta ad escludere che questo campo sia il pane quotidiano della Categoria; troppo spesso ho dovuto constatare quanto le “relazioni geologico-tecniche” siano così distanti da un serio e corretto contributo professionale al progetto di un’opera..
Non posso peraltro negare che certamente la Geotecnica è materia più affine al Geologo che non all’Ingegnere che pragmaticamente affida i suoi calcoli al puro numero senza conoscerne né il significato né la storia del contesto geologico nel quale si colloca il numero stesso.
Fatte queste considerazioni e nella personale assoluta certezza che fintanto il C.S., composto da decine di personaggi ancora pervicacemente preclusi ad ogni innovazione culturale, rimane contrario a riconoscere i Geologi come figure professionali necessarie e indispensabili la strada da percorre sia quella di ottenere,per altre vie e in altre sedi, il riconoscimento della figura professionale del Geologo come “progettista” integrato a tutti gli effetti in una struttura professionale multidisciplinare. La ragione di questa scelta di campo risiede nel fatto che nelle costruzioni (pubbliche e private) le competenze sono sempre più specialistiche e le cognizioni del sapere non risiedono più nella mente di un solo individuo.
E’ culturalmente anacronistico il concetto di “progettista unico” onnisciente dei complessi problemi che investono il moderno modo di progettare, dalla iniziale idealizzazione alla completa realizzazione dell’opera comprendendo passo a passo gli aspetti architettonici, strutturali, impiantistici e, perché no? geologici, geomorfologici, idrogeologici e quant’altro afferente il vastissimo dominio delle Scienze della Terra. E per quanto concerne il suolo e sottosuolo, nella formazione e sviluppo dell’iter progettuale, le tematiche non sono riconducibili solo alla semplice parametrazione dei caratteri fisico-meccanici del terreno.
Il SINGEOP sta percorrendo questa strada e ha ottenuto incoraggianti segnali di attenzione dal Ministro Di Pietro e da autorevoli alti dirigenti del Ministero delle Infrastrutture. Non siamo ancora arrivati in porto
In parallelo è però necessario che i Colleghi rimuovano quell’atteggiamento psicologicamente negativo che li spinge a vestire gli abiti del vittimismo. Occorre fare un salto di qualità. Occorre assumere autostima di se stessi e comportamenti più autorevoli nei confronti degli altri partner, non accettare condizionamenti professionali, avere più grande senso della dignità professionale e personale.
Andrea Maniscalco
Presidente del SINGEOP