Cari colleghi,
in merito alla diatriba nata a seguito della pubblicazione del nuovo prezzario regionale, credo che ancora una volta si sia dato uno spaccato poco decoroso della nostra professione. Infatti anziché badare alla sostanza delle cose ( un nuovo prezzario certamente abbastanza completo) ci si perde in inutili insinuazione e sospetti mortificando il lavoro, a mio avviso meritevole, di chi ha contributio alla sua stesura. Allora smettiamola con inutili polemiche e lavoriamo insieme per la crescita della nostra professione ponendo l'attenzione non tanto su chi può o non può fare le prove in situ (cosa che senz'altro può e deve essere approfondita serenamente) ma su come vengono fatte queste prove (modalità, attrezzature utilizzate, ecc.). Credo che in sostanza nessuno voglia togliere al professionista geologo la possibilità di eseguire le prove che spesso sono tipiche dell'esercizione della professione (geofisica, prove in situ, ecc.) anche perchè ciò sarebbe come togliere al ginecologo la possibilità di fare una ecografia nel suo studio privato. Quindi, per la crescita di tutti, focalizziamo l'attenzione su altro ed invito sia i professionisti singoli sia i laboratori certificati a svolgere ognuno la propria parte con lo scopo finale non di escludere eventualmente qualcuno (e non credo che l'interpretazione corretta del famigerato art. 20 conduca a ciò) ma di affermare la qualità della prestazione a prescindere da chi la offre. Sarà poi la committenza a decidere a chi affidarsi!.