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Ultimamente un mio collega ha eseguito due relazioni geologiche per dei privati. La prima volta è stato concovato dal Servizio Simico Regionale (per la relazione relativa all'adeguamento sismico di un edificio) e gli veniva chiesto di stralciare la parte relativa alla valutazione della portanza con i relativi calcoli pena il rigetto del progetto. Il geologo dell'ufficio preposto, ultrasessantenne, tra i primi isritti all'albo, ha esortato all'umiltà ed alla coerenza e ha invitato espressamente lo stralcio adducendo come ragione il fatto che ciò non era competenza del geologo , ma dell'ingegnere. La seconda volta e di recente è stato contattato dall'Assessorato ai Lavori Pubblici -Servizio Difesa del suolo. Il geologo dell'ufficio gli ha chiesto di stralciare, espressamente e senza tante storie in questa seconda relazione riguardante un fabbricato di nuova costruzione, la parte relativa alla valutazione della stabilità di un pendio perché non è di competenza. Tutt'al più avrebbe dovuto avvalersi della firma di un ingegnere geotecnico. Il collega, gli ha citato il libello del C.N.G. sulle competenze che gira di recente anche sul sito, ma gli è stato risposto che, ai fini pratici e/o normativ non ha nessun valore, ovvero che attualmente non esiste una legge scritta su cui è stampato che il geologo possa fare la valutazione di stabilità di un pendio e della portanza (in termini di calcoli tra l'altro) ergo essa compete all'ingegnere! Incredibile ma vero! armato di pazienza e bastonato come un vecchietto in arancia meccanica il collega mi ha chiesto cosa potesse fare: -deve stralciare? -se si rifiuta ciò cosa comporta? -come si può combattere contro l'ignoranza delle norme di questi due uffici pubblici in termini sia legali che deontologici? -come deve affrontare eventualmente la questione con il committente? grazie molte
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iInversamente mi piacerebbe sapere in base a quale dispositivo normativo è l'ingengere e non il progettista che esegue queste verifiche di stabilità.
Esiste poi un documento che attesta ufficialmente che si è ingegneri geotecnici?
Comunque questi sono due esempi che illuminano su come si comporterebbero gli uffici se illuminati dal CNI e relativi ordini territoriali per l'applicazione pedante della nuova normativa.... Meditiamoci bene...
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Per loro se una mansione non è di competenza del geologo allora è dell'ingegnere. E' logica deduttiva non ci sono altre vie. Come pure in questi uffici, se ho ben capito i geologi sono in realtà come dei geoburocrati. Tempo fa un mio amico antropologo sosteneva che in gran parte dell'ex Regno di Napoli si è cristallizato e sopravvive un modo di comportarsi e di interagire con gli altri in ogni ambito come quello lavorativo, di stampo borbonico. Non è il sotterfugio, bensì l'accondiscendenza, il rispetto esasperato, acritico e nobile del "sistema", il sostegno incondizionato a chi ha più mezzi di te senza contrasto. Lasciare che ogni cosa obbedisca al passaggio tra i vari nodi del potere mischiandosi tra chi si occupa del governo, chi dell'ordine e chi dello spirito. In effetti uomini contro le gerarchie, la deriva totalitaria, l'occultazione della libertà, furono messi a morte nel 1799 per aver desiderato cambiare il sistema: Prosdocimo Rotondo, Gabriele Pepe, G.Romeo, etc. Ho timore che l'ingegnere non abbia alcuna colpa, neanche il loro ordine si pensi un po'!Epperò è il contesto sociologico in cui si trova ad operare lo stesso professionista che lo obnubila, ovvero gli intirizza la capacità intellettiva. Gli ambiti delle relazioni interepersonali a livello lavorativo si possono facilmente offuscare negli uffici dove girano professionisti vari diluendosi con il richiamo dell'apparteneza politica, sportiva, religiosa. Da qui può generare la sottomissione, la prostrazione che si tramuta in pura arroganza quando si crede di interloquire con chi si ritiene abbia fatto poca strada, abbia poca esperienza o trasmetta debolezza.
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Iscritto: Apr 2000
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Carissimo Egidio anche se il post è delle 13 e qualcosa di oggi, l'argomento è tale che ci aspettiamo al più presto una risposta AUTOREVOLE allo sconcertante quesito posto dal collega. Paolo Bartoccini
Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre.
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Iscritto: Nov 2005
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Scusate se, da presidente di ordine regionale, mi permetto di dare una dritta. Queste cose capitano anche in altre regioni ed in altri uffici provinciali e di solito sono richieste o "consigli" dati verbalmente. Il collega dovrebbe chiedere che il diniego gli venga richiesto formalmente con comunicazione scritta firmata dal funzionario competente (che così in un secondo tempo non può dire di non aver mai fatto la richiesta). A quel punto trasmette la documentazione al proprio ordine di appartenenza per tutte le decisioni del caso. Capisco che in certi casi è difficile procedere in questo modo perché si rischia di essere danneggiati personalmente, ma è l'unico sistema per consentire a or e cng di muoversi. Ciao. Giuliano Antonielli
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Associandomi a quanto consigliato, dico ad Algol: è senz'altro riprovole che il provvedimento sia stato preso da altri geologi se ho capito bene. Nel contempo, rassicurati non è un comportamento prettamente Borbonico ma burocratico nella peggiore accezzione del termine. La logica deduttiva è supportata dal nulla...
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Iscritto: Mar 2005
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Casi come questo ne accadono ogni giorno. Però l'adeguamento sismico deve essere firmato da un progettista ingegnere, quindi o il progettista ingegnere appone la propria firma sui calcoli del geologo facendoli propri e assumendosi così la responsabilità, oppure riprocede con un nuovo calcolo. Vanno bene ambedue i modi di procedere;la responsabilità è sempre del progettista, nessun ufficio del Genio Civile può respingere un progetto per una cosa del genere.
Saluti / Ridolfi
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Iscritto: Jan 2001
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Caro Paolo.bar non so per risposta autorevole cosa intendi ma sia Giuliano che Ridolfi hanno centrato in pieno l'argomento. Nessuno può dirmi cosa devo o non devo inserire nella mia relazione geologica, certo l'avere inserito i calcoli geotecnici non esonera il progettista dal presentare la sua relazione geotecnica sulle fondazioni ma questo non significa che il geologo non possa fare le sue valutazioni eventualmente anche in disaccordo con il progettista.
Egidio Grasso Coordinatore sito WEB www.geologi.itPuoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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Iscritto: Apr 2005
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Verba volant, scripta manent. E' giusto ciò che consiglia Giuliano Antonielli, altrimenti rimangono chiacchiere in un forum. Mi astengo da ulteriori commenti dato che ho sempre sostenuto l'importanza del geologo nella P.A.........non vorrei che adesso i rappresentanti del CNG e dei vari Ordini Regionali dicessero "lo abbiamo sempre detto dell'inutilità del geologo nella P.A.". Come geologo nella P.A. invece mi piacerebbe conoscere i nomi di quei colleghi magari anche attraverso un messagio privato. Sono dirigenti o funzionari? ovvero che attualmente non esiste una legge scritta su cui è stampato che il geologo possa fare la valutazione di stabilità di un pendio e della portanza (in termini di calcoli tra l'altro) ergo essa compete all'ingegnere! Ma se c'è proprio una sentenza de Consiglio di Stato a proposito della valutazione di stabilità di un versante rifiutata da un Ente? Non ricordo se sia la n° 491 del 29 gennaio 2002, comunque è di facile reperibilità. Poi te la ritrovo e se vuio te la invio.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: Sep 2006
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Iscritto: Sep 2006
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A prescindere dalla capacità e competenza del Geologo nella compilazione della "Relazione Geotecnica" è fuori discussione, perché sancito dalla norma legislativa e dalla Giurisprudenza (sentenze del C.d.S. e di alcuni TAR), che il Geologo è "abilitato" ad effettuare questo atto professionale. Sarà soltanto sua, con la firma della "relazione" la responsabilità civile e penale dell'atto professionale. Nessuno, che sia funzionario della P.A. né altri, ha legittima facoltà d'invalidare la "Relazione Geotecnica", redatta da un Geologo, a pena di rigettare il progetto. Chi si avvale di questo potere compie un atto arbitrario che si configura come "abuso di potere" se non anche come "forma estorsiva, intimidatoria e ricattatoria" nei confronti del Professionista e del suo Committente. Gli atti contro legge vanno decisamente perseguiti con un esposto diretto alla P.A., al funzionario preposto all'istruttoria, a chiunque abbia indebitamente espresso pareri e, se del caso, trasmesso alla Procura della Repubblica a tutela dela propria dignità personale e professioanle e a salvaguardia degli interessi del proprio Committente. Non ci si illuda che l'O.R. abbia la facoltà d'intrapresendere azioni sanzionatorie verso i Geologi della P.A. Nel sito del SINGEOP sono chiaramente espresse le osservazioni di merito circa l'applicazione del "Codice Deontologico". Andrea Maniscalco Presidente del SINGEOP
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