Per loro se una mansione non è di competenza del geologo allora è dell'ingegnere. E' logica deduttiva non ci sono altre vie. Come pure in questi uffici, se ho ben capito i geologi sono in realtà come dei geoburocrati.
Tempo fa un mio amico antropologo sosteneva che in gran parte dell'ex Regno di Napoli si è cristallizato e sopravvive un modo di comportarsi e di interagire con gli altri in ogni ambito come quello lavorativo, di stampo borbonico. Non è il sotterfugio, bensì l'accondiscendenza, il rispetto esasperato, acritico e nobile del "sistema", il sostegno incondizionato a chi ha più mezzi di te senza contrasto. Lasciare che ogni cosa obbedisca al passaggio tra i vari nodi del potere mischiandosi tra chi si occupa del governo, chi dell'ordine e chi dello spirito. In effetti uomini contro le gerarchie, la deriva totalitaria, l'occultazione della libertà, furono messi a morte nel 1799 per aver desiderato cambiare il sistema: Prosdocimo Rotondo, Gabriele Pepe, G.Romeo, etc.
Ho timore che l'ingegnere non abbia alcuna colpa, neanche il loro ordine si pensi un po'!Epperò è il contesto sociologico in cui si trova ad operare lo stesso professionista che lo obnubila, ovvero gli intirizza la capacità intellettiva. Gli ambiti delle relazioni interepersonali a livello lavorativo si possono facilmente offuscare negli uffici dove girano professionisti vari diluendosi con il richiamo dell'apparteneza politica, sportiva, religiosa. Da qui può generare la sottomissione, la prostrazione che si tramuta in pura arroganza quando si crede di interloquire con chi si ritiene abbia fatto poca strada, abbia poca esperienza o trasmetta debolezza.