Da Repubblica: "Quei segnali dei monti in agonia"
Quote:
"Siamo nudi di fronte alle frane, ormai non servono più né argini né casse di espansione", giura il gardenese Helmuth Moroder, vicepresidente internazionale della Commissione per la protezione delle Alpi.
Questa proprio non l'ho capita.
Poi perchè si parla di monti in agonia per processi normali che da milioni di anni si manifestano?
Quanta ignoranza! Forse l'agonia dei monti non è legata ad un eccessivo loro sfruttamento?
Sicuramente le variazioni climatiche incidono sulla frequenza di tali processi (ritiro del permafrost), che in passato destavano meno clamore per via dell'informazione che viaggiava meno rapidamente e anche perchè la montagna era meno frequentata dagli uomini.
Circa un anno fa sul Gran Sasso d'Italia è accaduto qualcosa di analogo con una frana di ca. 25-30 mila metri cubi di roccia dolomitica venuta giù dal famoso paretone (1000 metri di strapiombo) disintegrandosi e generando un enorme nuvolone di polvere (anche allora si parlava di 11 settembre) che invase l'A 24 bloccandone il traffico. Per mesi i giornali non hanno parlato d'altro con voli d'elicottero del Presidente della Giunta Regionale e di alte cariche dello Stato. Inoltre sono state fatte due interrogazioni parlamentari, una della maggioranza e una dell'opposizione.
Per reperire gli atti della tavola rotonda sull'argomento potete scaricarli da tali siti:
www.caiteramo.it
http://www.provincia.teramo.it/settore-vi/gran-sasso-ditalia-i-fenomeni-franosi-analisi-e-proposte


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti