Dal Corriere della Sera del 15 Ottobre

Dolomiti: la frana in val Fiscalina Dopo il crollo avvenuto in val Fiscalina in Alto Adige (Corriere, 13 ottobre) si ricerca la causa nelle mutate condizioni climatiche. In altre parole è solamente colpa del riscaldamento globale se nelle Dolomiti e non solo ogni tanto viene giù qualche pezzo. Una storia che abbiamo già sentito raccontare molte volte e che ora che il premio Nobel per la pace è stato assegnato a Gore sarà indiscutibilmente destinata a ripetersi. Analizzando il problema sulla base di fondamenti scientifici occorre far notare alcune cose. 1) Sulla cima dolomitica le cronache parlano di abbondanti nevicate nei giorni scorsi. Da sempre a agosto in alta montagna sopra i tremila metri nevica e nessuno si è mai preoccupato più di tanto. Se nevica è perché fa freddo, altrimenti pioverebbe. 2) Dopo la nevicata (siccome siamo in autunno e non in inverno e l' estate è terminata da meno di un mese) è arrivato il sole che ha causato la fusione della neve caduta. Da sempre i montanari dicono che l' unica neve che dura, quella che arriva fino alla primavera successiva, è quella che cade da fine novembre in poi. 3) L' acqua si è infiltrata nelle fessure e il successivo abbassamento della temperatura ha permesso il formarsi di quel ghiaccio che espandendosi ha causato il crollo della parete. Quindi occorre ammettere che la montagna è venuta giù non per il riscaldamento ma per il raffreddamento. Andando avanti di questo passo qualsiasi problema sarà colpa del riscaldamento globale, crisi dei mutui compresa. Randall J Wilkins rj-wilkins@yahoo.com