A proposito della questione sulla "certificazione geostratigrafica":
le condivisibili perplessità sulla terminologia adoperata non credo possano determinare, di default, una deficienza.
Nel senso: quale progettista, nel Capitolato Speciale d'Appalto (o nelle Specifiche Tecniche o nel Foglio Patti e Condizioni), posso imprimere un'impronta ben definita alla descrizione litostratigrafica che l'impresa deve redigere (per esempio, chi ha lavorato con me sa che non voglio interpretazioni di sorta bensì la sola descrizione accurata della litologia). Quale D.L. posso verificare se sono state rispettate le condizioni contrattuali ed eventualmente non pagare l'impresa fino a quando gli adempimenti non vengono condotti regolarmente. E' chiaro che non si agisce in modo così "farmacistico": c'è sempre un dialogo tra D.L. e impresa e se da ambo le parti c'è cortesia e professionalità i risultati si raggiungono.
Per quanto riguarda la questione della prestazione professionale, anche qui non vedo dove stia il problema.
La facoltà (se non l'obbligatorietà) da parte dell'impresa di avvalersi di professionalità specifiche può essere contemplata nel CSA. Il DL ha facoltà di contestare all'impresa la roba che non ritiene valida e conforme al CSA e non pagarla fino ad adempimento avvenuto.
Anche durante la conduzione delle indagini il D.L. può verificare se ci sia un geologo (se richiesto nel CSA) che affianca il direttore tecnico (quando il direttore tecnico non sia già un geologo) ed eventualmente far rilevare la mancanza (con richiamo verbale, disposizione di servizio, ordine di servizio).
Insomma, secondo me non bisogna necessariamente far polemica (chi mi conosce può sospettare che mi sia redento

), ma ci si può adoperare per migliorare (o tentare di farlo) le cose a vantaggio della qualità del lavoro e dei risultati.