Lo scorso anno il pres. De Paola tenne un incontro nella mia città e, tra le altre cose, disse, quasi testuale: "[...] chiunque abbia operato come libero professionista sa che il corso di laurea in geologia, così come strutturato fino ad ora (Gennaio 2001) non serve quasi a nulla [...]".
Per poco non cadevo dalla sedia!
Per mettere i puntini sulle i: al corso di geologia secondo me manca una cosa fondamentale che è l'analisi matematica, perchè questa è la base per qualsiasi approccio applicativo. Io che ho fatto solo "istituzioni di matematiche" me sono reso ben conto; i tentativi di recuperare da autodidatta rimangono solo, purtroppo, lodevoli sforzi, perchè manca la forma mentis, e quella te la fai a scuola.
Ma a parte questa enorme lacuna, devo riconoscere che il vecchio corso di laurea ti preparava per bene alla comprensione dei fenomeni: sedimentologia, rilevamento geologico, idrogeologia, geografia fisica, geologia strutturale,... sono tutte discipline che soccorrono tutte le volte che c'è da inquadrare un problema reale in sito, attività nella quale nessun altro professionista ci può insegnare.
Il nuovo corso di laurea ha il torto, secondo me, di voler gareggiare con gl'ingegneri sul loro stesso territorio; assomiglia in maniera impressionante al vecchio corso di diploma in igegneria dell'ambiente e del territorio, che però era triennale, un "volo d'uccello" sugli argomenti che al corso di laurea vengono sviscerati con tutt'altra profondità.
Ho l'impressione, per riassumere, che si voglia fare del geologo futuro una figura spuria, che per sapere di tutto un po' non sa più molto di nulla.
Io personalmente avrei tenuto il vecchio ordinamento, aggiungendovi esami seri di analisi matematica, di metodi di calcolo e geotecnica.
Ma ormai il passo è fatto.

Saluti
Stefano