Pierleo ha messo finalmente tutti noi di fronte al problema delle tariffe. Ma devo aprire una seconda parte perchè la prima è diventata illeggibile.
Prima di tutto va fatta chiarezza sul bando del Padule di Fucecchio:
- non è un bando da 145'000 €;
- non è comprensivo delle prove.
E' un bando dove si richiedono al geologo sia la relazione GEOLOGICA (con dati da prove evidentemnte da eseguire, non contemplate nel bando, cosa correttissima che non era ben chiarita e ha portato fuori strada alcuni colleghi) che la GEOTECNICA (verifica fondazioni, cedimenti, sifonamento.)
Per 145000 € di lavori in classe III il nostro tariffario prevede una parcella di € 5930, oltre ad un 30% di spese che di solito si mette(va), per un totale di € 7.700. Questa copre la parte Geologica.
La parte geotecnica, per i colleghi che non lo sapessero, si calcola(va) con il DM 4.4.2001 tab. B1 aliquote 01 e R1. Non ho fatto i conti ma saranno circa 1500-2000 €.
Facendo le somme e togliendo il 20% di sconto in favore della p.a., si arriva(va) ad una parcella di non meno di circa 7500 €.
Il collega che ha vinto ha fatto uno sconto dell'85% sulla tariffa, quasi tutti vanno oltre il 50%.
Immaginiamo pure che non si sia voluto considerare il DM 4.4.2001, nè le spese: si arriva ad una parcella di € 4744, su cui lo sconto di chi ha vinto resta comunque del 79%.
Grazie alla trasparenza amministrativa del Padule che ha pubblicato i risultati, questo bando ci mette di fronte all'enorme problema delle tariffe pubbliche. Sono bastati pochi mesi di deregulation per stracciarle.
Al di là del fatto che ognuno forse poteva ribassare a proprio piacimento, e dei provvedimenti disciplinari che immagino saranno presi dall'OR, ci sono offerte veramente poco decorose.
Per fortuna proprio ieri l'OR Toscana ha diffuso una circolare dove si ribadisce che il tariffario è riferimento valido e che lo sconto massimo in favore della P.A. è del 20%. Lo dico con soddisfazione, da oggi nessuno di noi può nè deve regolarsi come meglio crede, siamo tutti vincolati al tariffario.
Speriamo che questo metta la parola fine a questa "distruzione di valore" del mercato in cui operiamo.
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Siccome si leggono varie farneticazioni sui benefici effetti del Decreto Bersani, che io non contesto, dico la mia sulle cose che non vanno.
- Mentre negli appalti pubblici il sistema del massimo ribasso, avendo portato a delle aberrazioni, è già stato eliminato da tempo in favore del sistema che scarta le offerte anomale, negli incarichi questo non è stato previsto. Perchè?
- Mentre negli appalti pubblici esiste un sistema di qualificazione delle imprese per categorie di lavoro e per importi, qui la "qualificazione" è rimessa ogni volta alla eventuale buona volontà dell'amministrazione
e ai suoi personali criteri di selezione.
E' mai possibile, se dobbiamo gareggiare, che solo il prezzo conti? e che l' "accreditamento" del professionista, qualora previsto, sia pilotabile in base a scelte estemporanee? E' mai possibile che un costruttore debba dimostrare di essere tecnicamente in grado di realizzare una data opera, e che un professionista possa accedere senza nessun onere tecnico agli incarichi della p.a.?
Bersani purtroppo non aveva pensato a questi dettagli per dare qualche regola, eppure quando si spendono denari pubblici le regole ci sono, negli appalti pubblici come nel settore del lavoro dipendente, soprattutto pubblico.
Evidentemente noi professionisti dobbiamo essere una categoria proprio sgradita. Ancora poco e saremo sgraditi e straccioni.
Qui fatemi concludere.
Non mi sta bene di concorrere solo sul prezzo con chi non ha nemmeno una licenza software, con chi ha lo studio in casa, con chi fa il professionista nel pomeriggio, con chi i guadagni li fa in nero con i privati, con chi sfugge all'EPAP. Immagino che tutti i colleghi che hanno faticato per farsu una struttura e un curriculum la vedano come me.
Se chi governa pensa questo, che il nostro settore e tutto il comparto progettuale si possa solo comprimere in termini di spesa perchè non ha valore nè tecnico, nè economico, nè sociale, se in altri termini non abbiamo più un mercato, allora tragga le proprie conseguenze e cominci a chiudere la fabbrica del prodotto, quella si a carico del cittadino: CHIUDERE LE UNIVERSITA'.