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Cari colleghi devo effettuare uno studio geologico per il restauro di vecchio palazzo abbandonato ubicato su una rupe travertinosa. Da quanto rilevato in loco risultano alcune cavità sotterranee alla base della rupe ed alcune a pochi metri di profondità dalle ffondazioni del palazzo. Quale tipo di indagine è più indicata e meno dispendiosa per rilevare la presenza di altre cavità? Quali consigli mi dareste per affrontare questo tipo di problematica? Grazie
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La meno dispendiosa è, se possibile, il rilevamento diretto e la mappatura delle cavità.
Per le indagini indirette la simica a rifrazione non ti ddarebbe nessun risultato e ho dei dubbi che con la geoelettrica si riesca a fare qualcosa.
Restano poi i sondaggi ubicati razionalmente al disotoo delle fondazioni
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Caro V.M.e cari colleghi che ne pensate di indagini con georadar?
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Nella mia tesi di laurea ho affrontato la questione della ricerca di cavità nel travertino mediante prospezioni geofisiche. Alla luce dei risultati, posso dirti che con il georadar le individuavo benissimo, ma erano cavità ubicate entro i primi 10-15 m del sottosuolo, sarebbe difficile raggiungere una maggiore profondità di investigazione. Per ricercare il trend di fratturazione ho utilizzato la geoelettrica in corrente alternata, ma si tratta sempre di dati superficiali. Nella campagna di SEV che ho effettuato per ricostruire le geometrie del sottosuolo mi è capitato un SEV che mostrava resistività molto elevate, imputabili a cavità (confermate poi dal georadar), ma non ti consiglio di utilizzare direttamente questa metodologia, è troppo casuale per una ricerca programmatica. Buon lavoro.
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A dispetto della sua cattiva fama ritengo che la normale geoelettrica sia la più indicata per rilevare eventuali cavità insieme ad un rilievo geostrutturale della rupe,ovviamente i sondaggi geoelettrici dovranno essere numerosi e raggruppati in una maglia molto stretta per fare una decente carta di isoresistività ,tieni presente che ai bordi avrai sempre delle dispersioni e che la topografia deve essere il meno possibile articolata se non vuoi avere dati falsati.
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Non sono ancora un Geologo (studio geologia) dunque non posso entrare nel dettaglio. Ho lavorato però diverse volte in cavità al canto di geologi-speleologi, con lo scopo di cartografare le cavità stesse. Abbiamo rilevato diverse cavità (nel tufo) al di sotto dei palazzi napoletani. Il mio consiglio dunque è di procedere al rilevamento diretto ricorrendo ad uno speleologo che lo sappia fare.
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Per la ricerca di cavità le indagini geofisiche più indicate sono il georadar (entro i primi 4-5 m) o la tomografia elettrica. La microgravimetria è piuttosto dispendiosa. L'abbiamo comunque usata (con successo) per la ricerca di cavità a Montecompatri. Il georadar a bassa frequenza (100 MHz) assieme alla tomografia elettrica ha dato ottimi risultati nella ricerca di cavità (latomie) a Cerveteri. Abbiamo eseguito numerose ricerche di cavità per scopi archeologici (entro i primi 3-4 m) in varie città storiche d'Italia.
mario naldi
marionaldi@tin.it
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CARI COLLEGHI VI RINRAZIO PER I CONSIGLI CHE MI AVETE DATO. MI SONO INFATTI MESSO IN CONTATTO CON UN COLLEGA CHE HA IL GEORADAR E ABBIAMO FATTO UN SOPRALLUOGO NEL SITO. ADESSO PERO' GLI INGEGNERI PROGETTISTI HANNO PRSO TEMPO PER DECIDERE SE FARMI FARE TALI INDAGINI, VISTO I POCHI SOLDI CHE AVEVANO PREVISTO PER LE INDAGINI GEOLOGICHE E LA RELAZIONE!!!!!!! SPERIAMO BENE
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sono d'accordo con il fatto che il GPR sia il mezzo migliore per l'individuazione di cavita'ed e' anche economico, ma consiglierei di fare dei profili incrociati e se puoi "montare " un 3D, in quanto l'indagine si presta a questo tipo di approccio. anche la tomografia potrebbe essere fatta in tridimensionale il che sarebbe un buon complemento al GPR.
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CARI COLLEGHI,SIETE A CONOSCENZA DI AZIENDE O ALTRE STRUTTURE CHE ORGANIZZANO CORSI SULL'USO DEI GEORADAR E QUINDI SULL'INTERORETAZIONE DEI DATI? GRAZIE
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