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Nella mia tesi di laurea ho affrontato la questione della ricerca di cavità nel travertino mediante prospezioni geofisiche. Alla luce dei risultati, posso dirti che con il georadar le individuavo benissimo, ma erano cavità ubicate entro i primi 10-15 m del sottosuolo, sarebbe difficile raggiungere una maggiore profondità di investigazione. Per ricercare il trend di fratturazione ho utilizzato la geoelettrica in corrente alternata, ma si tratta sempre di dati superficiali. Nella campagna di SEV che ho effettuato per ricostruire le geometrie del sottosuolo mi è capitato un SEV che mostrava resistività molto elevate, imputabili a cavità (confermate poi dal georadar), ma non ti consiglio di utilizzare direttamente questa metodologia, è troppo casuale per una ricerca programmatica. Buon lavoro.
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