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Ritenete che: Il geologo membro della commissione debba semplicemente controllare che il progetto debba essere accompagnato dalla relazione geologica e geotecnica firmate da tecnico abilitato.
Oppure è necessario entrare nel merito e verificare che sia stato seguito uno standard di lavoro (indagini, argomenti trattati...); seguendo ad esempio dove manca qualsiasi supporto normativo locale il DM marzo 88?
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Argomento spinoso e pericoloso se ti ci vuoi addentrare,comunque sappi che dove sussistono possibili rischi,frane,aree a rischio idrogeologico ,sismicità il geologo deve fare presente la necessità di indagini approfondite cercando però anche l'accordo degli altri menbri della commissione,altrimenti per qualsiasi impedimento al rilascio delle concessioni si userebbe poi il geologo come capro espiatorio.
Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà,non c'è niente di nuovo sotto il sole
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Dovrebbe essere facile, in toscana l'ordine ha delle linee guida sia di comportamento del commissario che di stesura del lavoro (mi pare che siano su http://geologitoscana.it). Si dovrebbe controllare che la relazione sia completa (es. se sono previste scarpate di scavo, devono esservi verifiche di stabilità) senza entrare nel merito dei calcoli, come talvolta è successo. Si richiedono integrazioni se la relazione appare incompleta o le indagini inadeguate alla situazione geologica. Che fare trovandosi di fronte sempre alla STESSA penetrometria? A terreni con identica portanza (la fondazione non conta...) in litologie diverse? A flysch sui quali, attraverso un fantasioso parametro RMR e una formula magica di correlazione, si estrapola una qlim? Mettersi in guerra con tali colleghi? Io no. Saluti.
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Nella breve (per fortuna) esperienza che ho avuto, mi sono attenuto alla regola di verificare "formalmente" la relazione, senza addentrarmi nel merito delle verifiche (a meno di "sfondoni" clamorosi, tipo l'uso della coesione nel calcolo del carico ammissibile di un deposito ghiaioso - ciottoloso, in un parere geotecnico di un architetto) ritenendo che la firma del relatore dichiari in via assoluta la sua responsabilità. C'è un aspetto che secondo me è molto più importante; il geologo in commissione dovrebbe acquisire una cultura storica del comune in cui presta la propria opera, raccogliendo anche i "sentito dire", tale che poter chiedere gli approfondimenti relativi. A questo scopo, sarebbe opportuno chiedere, per ogni intervento, se è a conoscenza di problemi, studi, e quant'altro di rilevanza geologica nell'area interessata e suoi dintorni. Faccio un esempio: ristrutturazione di un edificio (ex caserma carabinieri), un membro (in là con gli anni) della commissione, originario del comune, riferisce "voci di popolo" secondo cui le fondazioni originarie sono sottodimensionate perchè si sono spesso sentiti non meglio specificati "schiocchi". Detta così mi è parsa una fesseria; nel dubbio ho richiesto integrazione di verifica.
Saluti
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Iscritto: Mar 2002
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I membri della Commisione edilizia, quale che sia la loro estrazione (arch., ing., avv., geom. geol. for., agr.,...) , devono verificare la conformità del progetto allo strumento urbanistico vigente (PRG o PdF o PUC) e, se del caso, verificare gli aspetti estetico-ambientali. Entrare nel merito della relazione, verificare se sono stati rispettati gli standard di lavoro e/o l'articolato normativo delle indagini geologiche connesse allo Strumento urbanistico Generale è compito dei tecnici e funzionari comunali. Se, come il 90% dei comuni italiani (forse anche meno...), non è presente la figura del geologo tra i tecnici comunali, capita che l'ufficio edilizia privata/urbanistica chieda un parere al geologo della commissione edilizia, ma ritengo che sia una prestazione, a tutti gli effetti, "extra " commissione stessa. In merito a quanto detto vi era esposto un dettagliato parere del CNG (sui compiti del geologo nella CE e nelle CEI) sul fascicoletto riassuntivo delle leggi, normative e tariffario di qualche anno fa.
dr.geol. Francesco Faccini
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Iscritto: Oct 2000
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Fatemi capire esagerando un po' Voi dite che il geologo nella CE deve astenersi dal segnalare come insufficiente una relazione che non contenga ad esempio indagini in sito perchè il professionista incaricato reputa tali indagini superflue? Oppure ti piazza dei dati di prove fatte ad 1 km di distanza, a volte senza neanche localizzarle (a patto che dimostri che esistano)?
Ma avete mai fatto caso al pelo nell'uovo che trovano gli altri professionisti che fanno parte della CE? E Noi dovremmo sorvolare su cose così fondamentatali. Non sono un idealista ma così non si fa tanta strada, è si incoraggia un netto peggioramento della qualità e della dignità professionale. Non si tratta di mettersi in guerra, il più delle volte il collega è ben contento di avere un punto su cui appoggiarsi per chiedere indagini accurate che il committente chiede di non fare.
Non si può sempre chiedere agli altri di fare i nostri interessi professionali, se noi non vogliamo farci tirare in ballo. Ma cosa gliene importa all'istruttore, dai; fà il possibile nella sua ignoranza (senza offesa).
Il colmo avviene quando in presenza di norme di PRG che richiedono per quell'area indagini in sito e verifiche; il professionista non ne fa, ed il geologo di CE non dice niente! Perchè non deve! Ma per piacere...
Comunque grazie per il quadro che mi prospettate, ma siamo mal messi.
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Iscritto: Mar 2002
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Posso solo aggiungere che anche la conformità del progetto allo strumento urbanistico vigente (PRG o PdF o PUC) è compito, in primo luogo, dei tecnici e funzionari comunali. La Commissione edilizia esprime un parere che si somma a tale valutazione e quindi, se lo ritiene, può chiedere tutti i ragionevoli approfondimenti utili sia al rispetto delle leggi che alla qualità delle indagini e quindi dell'opera.
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Iscritto: May 2002
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Grazie Lorenz mi incoraggia vedere c'è non sono il solo a sentire il problema dei geometri nella direzione delle cave Saluti
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Iscritto: Jan 2001
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Salve,
in quanto membro di comissione edilizia, la mia opinione a riguarado è che il geol. debba prestare attenzione a:
1) controllare che il progetto sia accompagnato dalla relazione geologica, idrogeologica e geotecnica nei casi ove ci sia richiesto dalle normative statali e regionali;
2) controllare che sia firmata da tecnici abilitati !!!!!!!!! (mi è già capitato di avere sottomano relazioni geologiche firmate da geometri! Devono essere rispedite al mittente!)
In caso di panzanate da parte di un tecnico abilitato (perchè poi è questo il nocciolo del dibattito !!) io concordo conquanto detto da Faccini: perchè io dovrei dare "una prestazione, a tutti gli effetti, "extra " commissione stessa" ??? Se il collega per esempio assume "coesione non nulla nel calcolo del carico ammissibile di un deposito ghiaioso" saranno affari suoi (ha firmato Lui- non io!!). Al massimo mi sarà concessa una battuttina sarcastica nei suoi confronti. Stesso discorso per quanto riguarda l'assenza di prove in sito e/o laboratorio.
Un ultimo cenno alla "Legge del Mercato". Strano concetto per la categoria dei geologi. Nella maggior parte degli ambienti professionali e commerciali la legge del mercato impone "LA QUALITA' DEL PRODOTTO OFFERTO (pagato)". Io non ho mai avuto problemi a proporre alla commitenza prove in sito (in numero ragionavole = sufficiente alla determinazione richiesta). Noto però che molti colleghi sono "titubanti"(quasi "vergognosi") a proporre prove alla commitenza. Firmano loro comunque!!!
E poi, se il fabbricato nuovo di zecca (spesa di 250.000 €) si segna o si lesiona a causa di un'errata stima della Qamm (DPM30 = circa 130 € cad) che fare ?????
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ehhhhhh... questi geometri...
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Massimo Online6,195 Dec 9th, 2025
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