La possibilità che si formi un vero e proprio "cuneo di rottura" postula già il fatto che il(i) terreno(i) di fondazioni sia(no) o di natura granulare molto addensato o coesivo nella fase iniziale di applicazione del carico (fase non drenata); situazioni per le quali si può approssimare il comportamento elasto - plastico a fronte delle tensioni applicate.
La casistica sarebbe ovviamente infinita; credo sia sempre necessario operare una modellazione al fine di ricondursi ai casi tipo riportati in quasi tutti i testi di geotecnica delle fondazioni. Tra i quali ti segnalo "FONDAZIONI - PROGETTO E ANALISI - di Joseph E. Bowles, McGraw - Hill (1991), nel quale sono riportati 3 schemi tipo (pag. 217) ed una soluzione più generale in presenza di alternanze o successioni di terreni coesivi e granulari.
Se non dovessi trovare il testo, ti posso inviare copia per E-mail, se tramite questa rubrica me lo fai conosere.
Salute e buon lavoro.